Title: IL CONTROLLO DELLA TENSIONE E DELLA GENERAZIONE DI POTENZA REATTIVA
1IL CONTROLLO DELLA TENSIONE E DELLA GENERAZIONE
DI POTENZA REATTIVA
2OBIETTIVO
mantenere la tensione V sullutenza costante in
modulo al variare della potenza
assorbita dalla stessa e al variare delle
condizioni di equilibrio della restante parte
della rete.
3EQUILIBRIO ELETTRICO
Ipotesi sistema lineare, quindi modellazione
della rete alimentante lutenza con lequivalente
di Thevenin
4DV E - V
Questa ipotesi è normalmente verificata perché
si esercisce il sistema in modo che a regime gli
angoli tra le tensioni siano piccoli, così da
assicurare la stabilità del sistema anche a
seguito di perturbazioni. Quindi è possibile
stimare il modulo di V V _at_ E -(RI cosj
XI senj)
5EQUAZIONE DELLA TENSIONE IN p.u.
Basi potenza nominale dellutenza, tensione
nominale.
Lequazione per la stima del modulo di V
diventa nellipotesi che V_at_ Vn v _at_ e (rp
xq)
Le variazioni di tensione in p.u. sono, quindi,
stimate da Dv _at_ De D( rp xq)
6MEZZI DI REGOLAZIONE DELLA TENSIONE
- Riduzione delle reattanze della rete.
- Riduzione della potenza reattiva transitante nei
componenti il sistema elettrico.
7RIDUZIONE DELLE REATTANZE DELLA RETE
- Rinforzo della rete mediante laggiunta di
ulteriori componenti. - Sistemi di regolazione della tensione con
lobiettivo di mantenere costante la tensione in
alcuni nodi della rete.
8RINFORZO DELLA RETE
xt0.1 p.u.
xl0.3 p.u.
xs1 p.u.
9A SOLUZIONI DI QUESTO TIPO SI OPPONGONO ........
- Ragioni sostanzialmente economiche
- A meno che il rinforzo del sistema con laggiunta
di altri componenti non sia giustificato da altri
motivi (incremento dellaffidabilità, diminuzione
delle perdite ecc.)
10SISTEMI DI REGOLAZIONE DELLA TENSIONE
- Hanno lobiettivo di mantenere costante la
tensione in opportuni nodi della rete, vicini
elettricamente ai carichi. - Sono certamente più economici di soluzioni che
prevedono il rinforzo della rete.
11ESEMPIO REGOLAZIONE DELLA TENSIONE AI MORSETTI
DEL GENERATORE
xt0.1 p.u.
xs1. p.u.
xl0.3 p.u.
V costante
12xl0.3 p.u.
xs1. p.u.
xt0.1 p.u.
in assenza di regolazione xt 1.4 p.u.
con regolazione della tensione xt 0.4 p.u.
133.2
3.1
3
4
4.2
1
1.1
2.1
2
4.1
142
4
3
1
4.2
3.1
1.1
2.1
3.2
4.1
15SISTEMA SENZA REGOLAZIONE
2
4
3
1
4.2
3.1
1.1
2.1
3.2
4.1
16SISTEMA CON REGOLAZIONE AI MORSETTI DEI
GENERATORI
2
4
4.2
3
1
3.1
1.1
3.2
2.1
4.1
17SISTEMA CON REGOLAZIONE A VALLE DEI
TRASFORMATORI
2
4
1
3
4.2
3.1
1.1
2.1
3.2
4.1
18REGOLAZIONE COMPENSATA
- Nel caso in cui vi siano generatori che
alimentano carichi mediante lunghe linee di
trasmissione è possibile partire dalla misura di
tensione e corrente in partenza alla linea (e
quindi in prossimità del generatore) calcolare la
tensione ad opportuna distanza ed utilizzare
tale valore come set point da mantenere
costante mediante opportuno sistema di
regolazione. In tal caso si riduce ulteriormente
limpedenza equivalente del sistema.
19LA REGOLAZIONE DELLA TENSIONE IN UN GENERATORE
SINCRONO
20SCHEMA GENERALE DELLA REGOLAZIONE
Attuat.
Rete
Vrif
-
Reg.
21vecc
Vmis
Vrif
reg.
attuat.
altern
-
22IL PROCESSO
- Può essere schematizzato approssimativamente con
un sistema del primo ordine che tiene conto della
dinamica del circuito di eccitazione e
considerando puramente algebriche le relazioni
tra f.e.m. generata e tensione risultante nel
nodo di interesse.
23LATTUATORE
- Dinamo coassiale regolata mediante leccitazione
- Sistema brushless costituito da una macchina
sincrona ad indotto rotante con ponte
raddrizzatore a diodi anchesso rotante - Eccitatrice statica costituita da un ponte
raddrizzatore a tiristori.
24ALTRI MEZZI PER DIMINUIRE LE REATTANZE DELLA RETE
- Adozione di capacità connesse in serie
(compensazione serie delle linee)
25ADOZIONE DELLA COMPENSAZIONE SERIE
xt0.1 p.u.
xl0.3 p.u.
xs1 p.u.
26COMPENSAZIONE SERIE
xC
xC
xL
x xL- 2 xC
27OSSERVAZIONE 1
La compensazione serie viene normalmente indicata
come percentuale della reattanza induttiva
complessiva della linea compensata.Ad esempio
una compensazione serie del 20 si ottiene
ponendo in serie alla linea una o più capacità
che hanno una reattanza capacitiva complessiva
pari al 20 della reattanza di linea.E ovvio
che in tal modo la reattanza equivalente viene
diminuita del 20.
28OSSERVAZIONE 2
La percentuale di compensazione serie normalmente
adottata non supera il 50. Al crescere della
compensazione capacitiva serie si possono
verificare fenomeni indesiderati che vanno
evitati.
29MEZZI PER LA RIDUZIONE DELLA POTENZA REATTIVA
TRANSITANTE NEI COMPONENTI IL SISTEMA
- Banchi di condensatori ad inserzione controllata
- Macchine sincrone funzionanti come
compensatori - Reattori saturabili e capacità
- Reattori controllati e capacità (S.V.C.)
30PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO
P, Q
P, Q-Qc
Qc
31MEZZI PER LA RIDUZIONE DELLA POTENZA REATTIVA
TRANSITANTE NEI COMPONENTI IL SISTEMA CON
POSSIBILITA DI REGOLAZIONE CONTINUA
- Compensatori sincroni
- Reattori controllati e capacità.
32COMPENSATORI SINCRONI
Xs
33COMPENSATORI SINCRONI(funzionamento in
sovraeccitazione)
E
Xs
I
V
E
V
-
I
34COMPENSATORI SINCRONI(funzionamento in
sottoeccitazione)
Xs
V
E
I
35I COMPENSATORI SINCRONI NECESSITANO OVVIAMENTE DI
UN SISTEMA DI REGOLAZIONE DELLA POTENZA REATTIVA
EROGATA (O ASSORBITA !) DEL TIPO PRECEDENTEMENTE
DESCRITTO.
36REATTORI SATURABILI
F
i
37TENSIONE FLUSSO E CORRENTE IN UN REATTORE
SATURABILE
F
I
V
qwt
38CARATTERISTICA TENSIONE CORRENTE IN UN REATTORE
SATURABILE
V
I
39REATTORI SATURABILI E CAPACITA
V
IL
IC
I
40I SISTEMI A REATTORI SATURABILI E CAPACITA SONO
AUTOREGOLANTI E NON HANNO QUINDI NECESSITA DI
UN SISTEMA DI REGOLAZIONE DELLA POTENZA REATTIVA
41REATTORI CONTROLLATI A TIRISTORI (S.V.C.)
1
1
42POTENZA REATTIVA ASSORBITA DAI REATTORI
CONTROLLATI
Q
a (rad)
43REATTORI CONTROLLATI A TIRISTORI (S.V.C.)
1
1
44POTENZA REATTIVA ASSORBITA DAI REATTORI
CONTROLLATI E CAPACITA IN PARALLELO
Q
QC
a (rad)
45I SISTEMI A REATTORI CONTROLLATI A TIRISTORI
(SVC) NECESSITANO OVVIAMENTE DI UN SISTEMA DI
REGOLAZIONE DELLANGOLO DI COMMUTAZIONE a E
QUINDI DELLA POTENZA REATTIVA EROGATA O
ASSORBITA.
46I COMPENSATORI STATICI COSTITUISCONO UN SISTEMA
TRIFASE USUALMENTE COLLEGATO A TRIANGOLO
1
2
3
47TRASFORMATORI A RAPPORTO VARIABILE
N1
N2
m N1 /N2
48EFFETTI DELLUTILIZZO DI UN TRASFORMATORE A
RAPPORTO VARIABILE
49ESEMPIO DI UTILIZZO DI UN TRASFORMATORE A
RAPPORTO VARIABILE
P, Q
R
m1
50COMPORTAMENTO DEL SISTEMA DI REGOLAZIONE DI
TENSIONE A FRONTE DI VARIAZIONI RAPIDE DI PRELIEVO
- Se la variazione della potenza prelevata dal
carico (soprattutto potenza reattiva) è molto
rapida (e ciò accade in certi utilizzatori
industriali), i regolatori dei dispositivi di
compensazione ora descritti non sono in grado di
intervenire tempestivamente.