Title: La dinastia giulio - claudia (27 A.C.- 68 D.C.)
1La dinastia giulio - claudia(27 A.C.- 68 D.C.)
AUGUSTO
TIBERIO
NERONE
CALIGOLA
CLAUDIO
2Composizione
- I suoi componenti furono
- AUGUSTO 27 a.C. 14 d.C
- TIBERIO (figlio adottivo di Augusto) 14 d.C -37
d.C. - CALIGOLA (nipote di Augusto) 37 d.C. 41 d.C.
- CLAUDIO (zio di Caligola) 41 d.C. 54 d.C.
- NERONE (figlio adottivo di Claudio)
- 54 d.C.- 68 d.C.
- La dinastia
- Giulio - Claudia
- fu la prima a reggere
- in forma imperiale
- i territori governati da Roma, dopo la fine delle
guerre civili e la trasformazione della struttura
di potere - da repubblica a potere assoluto di un solo uomo.
3Ottaviano AUGUSTO(27 a. C. 14 d. C.)
4Strategia politica di Ottaviano.
- Ottaviano, nipote e figlio adottivo di Cesare,
dopo avere vinto la guerra civile contro il
rivale Marco Antonio (battaglia di Azio, 31
a.C.), riorganizzò la stato romano. - Non eliminò nessuna delle istituzioni
repubblicane - il Senato,
- i comizi,
- le magistrature del cursus honorum,
- le province,
- i governatorati provinciali,
- la carica di pontifex maximus (supremo capo
religioso), - ma fece in modo che tutte fossero controllate da
lui.
5Ottaviano AVGVSTVS, pater patriae, PRINCEPS
- Il Senato, nel 27 a.C., designò Ottaviano con il
nome di - AVGVSTVS(da augeo accrescere) e lo proclamò
pater patriae (?padre della patria, perché
aveva salvato Roma dal traditore Marco Antonio) - Il titolo che fu poi riconosciuto a lui e ai
futuri imperatori romani fu quello di - PRINCEPS (? il primo di tutti)
6Politica internai poteri di Augusto a Roma.
- A Roma Augusto ricopriva le cariche seguenti.
- TRIBUNICIA POTESTAS
- Proteggeva la plebe della città di Roma
- Convocava i comizi elettorali
- Convocava le riunioni del Senato
- Godeva della sacrosanctitas (inviolabilità)
- CURA ANNONAE
- Si occupava dei rifornimenti alimentari della
città - PONTIFICATUS MAXIMUS
- Era il capo della religione romana
7Politica internai senatori
- I senatori furono ricompensati per il loro
sostegno con - la conferma del potere consultivo del Senato
- La scelta esclusiva di senatori per le cariche di
proconsoli e propretori - La rinuncia al potere consolare da parte di
Augusto e laumento del numero dei consoli (da
due a tre) - La creazione di un ordo senatorius, di cui
facevano parte solo i membri delle famiglie dei
senatori - La riduzione del numero dei senatori su base
censitaria (1 milione di sesterzi)
8La politica internafamiglia e cultura.
- Augusto volle ripristinare i valori tradizionali,
mos maiorum, particolarmente con - leggi a favore della famiglia.
- Fu un protettore delle arti, soprattutto la
letteratura intorno al suo amico Mecenate, che
formò un circolo, si raccolsero - Virgilio (Eneide),
- Orazio (Odi,Carmen Saeculare),
- Tito Livio (Ab urbe condita libri),
- Ovidio (Metamorfosi), Properzio.
La famiglia romana
Virgilio
Orazio
Tito Livio
Ovidio
Properzio
9Politica militareun esercito di professionisti
- Augusto trasformò in modo deciso lesercito
romano, introducendo il reclutamento dei soldati
su base volontaria, che sostituì la leva
obbligatoria. - Il soldato professionista entrava a far parte
delle legioni, in cui rimaneva venti/venticinque
anni senza potersi sposare. - Era ben pagato e spesso otteneva anche la
cittadinanza romana, se non la possedeva. - Al termine del servizio il miles poteva ricevere
un appezzamento di terra per mantenersi
10La coorte pretoria.
- Augusto creò
- la coorte pretoria, un drappello di novemila
soldati scelti, che rimanevano stabilmente a Roma
e proteggevano lincolumità dellimperatore. - Erano comandati dal
- prefetto del pretorio.
11Politica esterale provincie imperiali e
limperium proconsulare.
-
- Il Senato affidò a Augusto il comando di alcune
provincie considerate pericolose in quanto - non del tutto sottomesse ai romani o
- situate in aree di confine imperium
proconsulare -
- Furono chiamate provincie imperiali
allinterno di esse erano presenti legioni
comandate da un incaricato di Augusto, - il legatus Augusti pro praetore.
- Nel 14 d.C., alla morte di Augusto, queste
provincie imperiali erano tredici.
12Politica estera le provincie senatorie e la
mancata conquista dei territori renani
-
- Le provincie non imperiali, chiamate
- senatorie, furono comandate da ex
- consoli e ex pretori.
- Augusto preferì
- una politica estera moderata, fatta
- di accordi di sottomissione con territori
- amici, che conservarono autonomia
- politica in cambio di tasse e soldati.
- Non mancarono, tuttavia, conflitti
- soprattutto in Oriente (i Parti) e nel Nord
- Europa.
- Unico errore strategico fu la mancata
- sottomissione dei territori posti
- a est del fiume Reno
- (sconfitta di Teutoburgo, 9 d. C.)
13Tiberio14 d.C.- 37 d.C.
14Tiberio successore di Augusto.
- Era figlio di Livia, seconda moglie di Augusto,
- era stato un buon comandante militare e
- Augusto lo aveva adottato nel 4 d.C. in seguito
alla morte di altri eredi designati. -
- Tiberio condivise con Augusto i poteri di
- tribunicia potestas
- e
- imperium proconsulare
- Tiberio successe a Augusto alla morte di
questultimo avvenuta nel 14 d.C,per designazione
del Senato.
15Politica interna.
- Tiberio cercò la collaborazione del Senato e
rifiutò di ricevere onori divini, come forma di
rispetto delle istituzioni romane. - Modificò il sistema elettorale, che fu incentrato
sul Senato, anziché sui comizi. - Cercò di mantenere lequilibrio economico
dellimpero. - Il Senato si oppose a lui in modo strisciante.
16Politica esterail confine renano e Germanico
- Tiberio cercò di rendere stabile e sicuro il
confine dellimpero romano sul Reno grazie alle
vittorie del nipote adottivo Germanico. - Germanico era il successore di Tiberio designato
da Augusto, in quanto era suo nipote. - Era un comandante militare di grande successo e
popolarità. - Tiberio, forse invidioso di lui, lo mandò in
missione in Oriente,dove Germanico morì
avvelenato.
Germanico
17La II parte del principato di Tiberiola
degenerazione.
- A partire dalla morte di Germanico, crebbe il
contrasto tra Tiberio e Agrippina maior, la sua
vedova. - Luomo di fiducia di Tiberio diventò Seiano,
prefetto del pretorio, che diventò assai potente. - Dal 26 d.C., Tiberio visse quasi sempre a Capri e
Roma fu governata da Seiano, che cercò di
ampliare il suo potere personale. - Scoperto a congiurare, Seiano fu giustiziato (31
d.C.). - Agrippina si suicidò, le lotte tra Tiberio e
Senato si fecero cruente, provocando false
denunce e molti morti.. - Tiberio morì, forse avvelenato, nel 37 d.C.
Agrippina maior, vedova di Germanico, madre di
Caligola e Agrippina minor
18CALIGOLA (Gaio Claudio)37 41 d.C.
19Una successione dinastica imposta dallesercito e
dal popolo.
- Gaio Claudio, detto Caligola (dal nome della
calzatura dei soldati),successe a Tiberio nel - 37 d.C.
- La sua salita al trono fu imposta dagli eserciti
e dai pretoriani, perché Tiberio non aveva
designato un erede. - Caligola divenne imperatore perché era pronipote
di Augusto e figlio di Germanico, la cui figura
era rimasta assai popolare sia tra i romani, sia
tra i soldati.
20La politica interna popolarità e eccessi di un
princeps antoniano.
- Caligola fu un imperatore di tipo antoniano,
cioè aveva una concezione del princeps come
sovrano assoluto, di origine divina. - Era molto popolare a Roma perché organizzava
grandi spettacoli circensi e progettò edifici
grandiosi che rovinarono le finanze dellimpero. - Il Senato gli era avverso, in quanto egli governò
senza mai cercare la sua collaborazione.
Il Circo Massimo, luogo delle gare ippiche
21La politica esterastati cuscinetto e tensioni
con gli Ebrei.
- Caligola sfruttò le relazioni diplomatiche
costruite dal suo bisnonno Marco Antonio per
riprendere la politica degli stati cuscinetto,
già attuata da Augusto, soprattutto in Oriente. - Scatenò tuttavia un duro conflitto con gli Ebrei
quando volle che una sua statua fosse posta nel
tempio di Gerusalemme, per esservi adorato come
Dio. Tale episodio creò gravi conflitti in Giudea
e nellAsia Minore.
22La fine di Caligola.
- I suoi eccessi da sovrano orientale gli
alienarono via via anche il sostegno dei
pretoriani, contrari a un princeps che non
rispettava il mos maiorum. - Nel gennaio del 41 d.C., durante uno dei grandi
spettacoli del circo, Caligola fu ucciso in una
congiura organizzata dai pretoriani con il
sostegno del senato.
23CLAUDIO (41 d. C. 54 d.C.)
24La politica internail governo dei liberti.
- Claudio successe al nipote Caligola in quanto
membro della sua stessa famiglia e fratello di
Germanicoper questo ottenne il sostegno
dellesercito e del Senato. - Immediatamente, però, si fece detestare dal
Senato, perché, in base a ragioni di effettiva
competenza, ristrutturò lalta burocrazia
imperiale sottraendola ai senatori e affidando a
quattro liberti (ex schiavi liberati) di sua
fiducia lamministrazione dellimpero. - Segretariato generale
- Addetto alle finanze
- Responsabile delle suppliche
- Responsabile delle cause giuridiche da discutere
presso il princeps.
25Politica internaopere pubbliche
- Costruì il porto di Ostia per garantire
lapprovigionamento granario di Roma. - Ammodernò la cura annonae.
- Fece costruire un nuovo acquedotto
- Bonificò la piana del Fucino, in Abruzzo, per
aumentare il terreno coltivabile in Italia
centrale.
Ostia Antica
La Piana del Fucino
26Politica esteraapertura alle provincie e
pacificazione.
- Claudio aprì il Senato a membri del notabilato
delle provincie Gallia e zone orientali, per
coinvolgerle maggiormente nel governo imperiale. - Conquistò la Britannia meridionale (43d.C) che
divenne provincia. - Migliorò con le provincie orientali e gli ebrei i
rapporti, rovinati da Caligola. - Concesse numerose cittadinanze romane a abitanti
delle provincie che si erano segnalati negli
eserciti romani.
27Una vita privata turbolenta.
- Claudio sposò in terze nozze la bellissima
Messalina, donna dissoluta, che gli diede il
figlio Britannico. - Accusata di complottare contro il marito,
Messalina fu giustiziata (48 d.C.) - La quarta moglie di Claudio fu la nipote,
Agrippina minor, sorella di Caligola. - Agrippina aveva un figlio, Lucio Domizio
Enobarbo, che fu adottato nel 51 d.C. da Claudio
e assunse il nome di Nerone.
Messalina
Agrippina minor
28La morte di Claudio
- Agrippina, desiderosa di assicurare il trono al
proprio figlio Nerone, organizzò lavvelenamento
del marito con laiuto del liberto Narciso. - Nel 54 Claudio fu ucciso, lasciando
impregiudicata la questione della sua successione.
29Nerone,54 d.C. 68 d.C.
30La successione a Claudioil ruolo dellesercito.
- Alla morte di Claudio, Nerone si presentò subito
ai pretoriani e ottenne il loro decisivo sostegno
per salire al trono. - Nerone si recò poi in Senato e, sostenuto dagli
eserciti, pronunciò un discorso, scritto dal
filosofo Seneca, in cui - annullava i poteri dei liberti e li rendeva ai
senatori - confermava i privilegi dellordo senatorius
- affermava di voler governare sempre in
collaborazione con il Senato - rifiutò il titolo di pater patriae
31Il primo periodo imperiale di Nerone54 59 d.
C.
- Nerone durante i primi cinque anni di regno fu
guidato e protetto dal prefetto del pretorio
Afranio Burro e dal filosofo e senatore Seneca,
suo maestro e consigliere. - Seneca riteneva che il sovrano governasse in base
alla sua origine divina e che il suo compito
fosse di guidare i suoi sudditi verso la
felicità, intesa come saggezza. Il potere del
princeps era indiscutibile e assoluto, e egli
doveva governare con virtus e clementia. - La madre di Nerone, Agrippina, cercò di influire
sul figlio ma con scarsi esiti.
Seneca
Nerone e Agrippina
32Politica internail neronismo.
- Nerone, appassionato di cultura e poesia greca e
ammiratore dei re orientali, progressivamente si
allontanò dalle idee di Seneca, e cominciò a
governare senza consultarsi con il Senato. - Come il suo predecessore Caligola, anche Nerone
fu un imperatore antoniano, convinto che
limperatore fosse un dio che aveva la missione
di rendere migliori i suoi sudditi attraverso
larte e la cultura, creando una società nuova a
immagine e somiglianza della sua personalità ?
neronismo.
33Politica internaNerone diventa sovrano assoluto.
- Nerone cominciò a isolarsi dai suoi maestri e
protettori e dal 59 d.C. governò da solo. - Dopo avere ucciso il fratellastro Britannico,nel
59 uccise la madre Agrippina. - Burro morì quasi contemporaneamente, e Seneca nel
61 si ritirò dalla vita pubblica. - Nel 62 Nerone divorziò dalla moglie Ottavia,
sorella di Britannico (che poi fece uccidere), e
sposò Poppea, che gli era stata affiancata dal
nuovo prefetto del pretorio, Tigellino.
Poppea,seconda moglie Di Nerone
34Politica internalesautorazione del Senato.
- Nerone era molto popolare tra i romani per il suo
amore per i giochi del circo e per la sua vena
artistica. - Il Senato, invece, mostrava sempre maggiore
insofferenza verso Nerone, soprattutto dopo che
questultimo aveva progettato una riforma fiscale
che avrebbe colpito i proprietari terrieri che
erano quasi tutti senatori. - Inoltre Nerone aveva cominciato a scegliere
uomini di sua fiducia per governare le provincie,
anziché senatori.
35Politica internacongiure e repressione.
- Nerone governava come un monarca orientale,
- e aveva passioni che erano ritenute indegne di
un princeps romano canto, recitazione, lotta. - I senatori cominciarono a pensare di eliminare
Nerone, ma egli sventò tutte le congiure grazie a
Tigellino, e decimò lordo senatorius. - Il tentativo più serio di eliminare Nerone fu la
- congiura detta di Pisone (dal nome di chi doveva
salire al trono) quando fu scoperta furono
eliminate cinquanta persone, tra cui Seneca, 65
d.C.
36Politica esterasuccessi e tensioni
- Il più importante successo di Nerone fu la
sconfitta dei Parti e la riconquista del
controllo sullArmenia (66 d. C.). - In altre zone crebbe invece linsofferenza contro
il princeps - nel 60 vi fu una rivolta in Britannia a causa
dellesosità degli esattori delle tasse. - nel 66 si verificò una grande rivolta a
Gerusalemme a causa della requisizione di una
parte del tesoro del Tempio di Gerusalemme.
37Lincendio di Roma 64 d. C.
- Nel luglio del 64 a Roma si verificò un
gravissimo incendio,durato una settimana e che
uccise migliaia di persone, oltre a distruggere i
¾ della città. - Anche se le prove non esistono, Nerone fu
sospettato di esserne il responsabile. - Per sgravarsi del sospetto, Nerone accusò e
condannò a morte i cristiani, setta malvista a
Roma.
Lincendio del 64 d.C.
38Lepilogo del regno di Nerone.
- Limperatore compì un viaggio in Grecia nel 66
per partecipare alle competizioni artistiche di
quella provincia e, dopo avere vinto tutte le
gare, concesse ad essa lautonomia. - Questo atto,unito al sospetto per lincendio,
alimentato dalla costruzione nelle zone bruciate
della grandiosa Domus aurea,sua residenza, spinse
gli eserciti e i pretoriani a rivoltarsi contro
limperatore, con il sostegno del senato.
Interno della Domus aurea
39La morte di Nerone ela fine della dinastia
Giulio Claudia.
- Una serie di rivolte degli eserciti delle
provincie, Gallia Lugdunense, Spagna, Africa, - Germania, fu il segno che limperatore era ormai
troppo debole per resistere. - I pretoriani lo abbandonarono, il senato lo
proclamò hostis publicus. -
- Nerone fuggì da Roma per salvarsi, ma
- fu costretto a suicidarsi durante la fuga.
- Nel 68 d.C., con Nerone finì la dinastia dei
- giulio claudi.
40(No Transcript)
41PUBBLICO , GENERI LETTERARI NELLA PRIMA ETA
IMPERIALE
- SI allargò il pubblico per una diffusa
scolarizzazione e per la formazione di un ceto
burocratico ampio e acculturato - Espansione del mercato librario e il successo
delle pubbliche recitationes. - Gli scrittori si trovano a dipendere da un
patrono che sovvenzionava la loro attività. - La produzione letteraria visse un momento di
stasi almeno fino alletà neroniana - Gli stessi imperatori mostrano attenzione per
alcuni generi minori, come la poesia astronomica,
o la mitologia di tipo alessandrino .
42Loratoria
- Si ridusse a pura esercitazione di stile e di
eloquenza, essendo venuto meno il dibattito
politico eppure fiorirono molte scuole di
retorica dove gli allievi si esercitavano con
finte declamationes. - Controversiae dato un problema giuridico
risolverlo nei due modi possibili - Suasoriae si immaginava di convincere un
personaggio del mito e della storia ad assumere
un certo comportamento o a prendere una certa
decisione.