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Per dare una risposta/soluzione a qualsiasi problema

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in conclusione CMOP: quali dati registrare? per ogni visita relativa ad qualsiasi problema anche di minima rilevanza Definizione del problema (D) ... – PowerPoint PPT presentation

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Title: Per dare una risposta/soluzione a qualsiasi problema


1
Il metodo in MG
  • Per dare una risposta/soluzione a qualsiasi
    problema

2
(No Transcript)
3
(No Transcript)
4
Sintomi/Problemi/malattie Decisioni soluzioni
5
(No Transcript)
6
COMPLESSITA non complicatezza, complicazione
confusione, bensì grado elevato di organizzazione
di un sistema
7
COMPLESSITÀ NELLE CURE, NON COMPLESSITÀ DELLE
CURE, perché
  • le cure, intese come terapie, sono sicuramente
    complesse
  • ma qui ci interessa il sistema delle cure, che
    è un sistema complesso, di cui fanno parte
  • le terapie (to cure),
  • ma anche
  • 2-tutto linsieme degli elementi che identificano
    il prendersi cura (to care),
  • con implicite CRITICITA

8
CAUSE DI CRITICITÀ
  • Difficoltà gestionali per la crescente
    articolazione organizzativa
  • Domanda di qualità dellassistenza nel rispetto
    dei rapporti tra benefici, costi e rischi
  • Aspettative irrealistiche nella domanda di cura
    rifiuto della sofferenza, medicina difensiva e
    medicine alternative
  • Differenze culturali ed etniche nei destinatari
    delle cure
  • Involuzione delle relazioni interpersonali tra
    curanti e curati, soprattutto nella MG

9
Alcuni esempi
10
(No Transcript)
11
(No Transcript)
12
(No Transcript)
13
(No Transcript)
14
(No Transcript)
15
(No Transcript)
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(No Transcript)
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(No Transcript)
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(No Transcript)
19
(No Transcript)
20
1
2
3
7
4
5
6
21
che si fa?
  • Come direbbero in E.R.
  • cosa abbiamo qui?
  • Ulcera peptica e sospetto K in situ
  • Cirrosi epatica
  • M. di Parkinson
  • Psoriasi
  • Ipertensione arteriosa
  • Manca qualcosa?

22
In questo momento ne avrei tanto bisogno, Ma ho
perso il numero del suo cellulare..
23
Visto che il Dr. House non è disponibile.faccio
il MMG
PARLIAMONE!
24
MEDICINA COME...
ARTE esperienza e conoscenza personale come
fondamento dellattività professionale
?? soggettività ?? discrezionalità
25
MEDICINA COME...
TECNICA elementi oggettivi come fondamento
dellattività professionale
? soggettività ? discrezionalità
26
Problem solving
Sbrogliare la matassa
27
  • prendere decisioni in condizioni di incertezza
    non solo un approccio
  •  
  • problem solving, in cui linteresse principale è
    nella sequenza risolutiva
  •  
  • Ma anche un approccio
  •  
  • problem setting , in cui la diversità delle
    definizioni è una componente necessaria del
    processo progettuale.

28
Ma cosa è un problema in MG?
  •  spesso è un disagio
  • è una paura di malattia,
  • è una percezione di cambiamento,
  • è conflitto con un familiare,
  • è avere difficoltà con il lavoro,
  • è avere problemi sociali
  • è disagio la conseguenza del non sentirsi
    apprezzato
  •  

29
  •  
  • La malattia è un problema per il paziente?
  • Si,
  • se causa per lui un cambiamento più o meno
    duraturo,
  • se è un ostacolo che gli procura disagio,
  • se gli impedisce di lavorare,
  • se gli procura sofferenza.insomma

30
Non sempre genera un CAMBIAMENTO Non sempre
viene portato al medico Se rimane sottosoglia
31
Se genera un CAMBIAMENTO nella persona
potenzialmente malata viene riferito al
medico come sintomo e come paura di malattia,
cioè come problema ne deriva una richiesta di
aiuto al medico per risolverlo
32
Soluzione del problema non soloricetta
ma un insieme di azioni, esami o trattamenti
più impegnativi ad esempio per un
sintomo o paura di malattia (gastrica, cardiaca,
ecc) aiutare anche il paziente a sottoporsi ad
un esame diagnostico cruento (colonscopia,
biopsia, EGDS. coronarografia) o ad un
trattamento polichemiotarapico, (ad un intervento
chirurgico)
33
Soluzione del problema e Counselling
   non suggerire le soluzioni al paziente, ma
  ascoltarlo per conoscere il suo stile di
vita,   esplorare le sue attese e le soluzioni
già tentate,   aiutare/guidare, spesso a
tappe, a trovare la soluzione che più è aderente
alle sue possibilità di riuscita
34
problemi per il medico corrisponde ai problemi
per il paziente? non sempre, e non sempre vi è
condivisione nelle soluzioni
35
  • Di ciascun caso clinico
  • considerare
  • impressioni e primo sospetto diagnostico
  • priorità per il Medico
  • Priorità per il paziente
  • eventuali esami di primo livello da richiedere,
  • primo trattamento
  • eventuale consulenza
  • eventuale urgenza e/o necessità di ricovero

36
quesiti
  • Esiste una metodologia clinica valida in ogni
    circostanza?
  • Le modalità di approccio ai problemi sono
    influenzate dai contesti organizzativi, al di là
    delle differenze di stile dei singoli medici?
  • Quanto conta la formazione di base, quella
    specialistica o complementare in Medicina
    Generale?
  • Esiste una modalità di approccio clinico
    peculiare della Medicina Generale?
  • E se sì, quali sono le sue caratteristiche?

37
In MG
  • Inciampiamo in qualche problema
  • Tentiamo di risolverlo, ad esempio proponendo
    qualche nuova teoria
  • Impariamo dai nostri sbagli, specialmente da
    quelli che ci sono resi presenti dalla
    discussione critica dei nostri tentativi di
    risoluzione.

38
K. Popper Poscritto alla logica della ricerca
scientifica in Il realismo e lo scopo della
scienza, 1984
  • Tutta la nostra conoscenza rimane fallibile,
    congetturale. Non esiste nessuna giustificazione
    definitiva di una confutazione. Tuttavia, noi
    impariamo attraverso confutazioni, cioè
    attraverso leliminazione degli errori

39
Come decidere
  • identificare e definire il problema
  • formulare ipotesi
  • immaginare soluzioni
  • intuire le conseguenze
  • fare la scelta (che appare) migliore
  • misurare i risultati.

40
Descrizione di alcune differenze\informazioni
fra MG e Medicina specialistica
  • Ad esempio di fronte ad un sospetto di malattia
    neurodegenerativa

41
Differenze di approccio al caso fra MMG e
specialista
  • Un Medico Generale, dopo una prima valutazione
    dei problemi cognitivi e comportamentali del
    paziente, attiva la consulenza di un centro
    extra-ospedaliero di secondo livello.

42
Approccio dello specialista
  • va alla ricerca di ogni indizio utile per
    riconoscere la malattia
  • la prescrizione di una batteria di esami e
    consulenze (tutte le potenziali cause del
    deterioramento demenziale, comprese quelle poco
    probabili o rare).
  • Prescrive cioè una sorta di "chek-up" diagnostico
    che esplora ogni possibile eziologia della
    sindrome osservata.

43
PROCESSO DECISIONALE CLASSICO centrato sulla
Malattia
Il Metodo Clinico dello speciaista...
  • Lassunto di base del metodo clinico
    tradizionale è che qualsiasi sintomo porta alla
    malattia.
  • Oggetto privilegiato della conoscenza è
    quindi la malattia, interpretata come il
    discostarsi dalla norma di variabili biologiche
    (somatiche) misurabili.
  • La relazione che si crea tra medico e
    paziente è irrilevante ai fini dei risultati
    clinici non partecipa intimamente alla dinamica
    del processo di cura, né si integra con esso.

44
  • Il metodo clinico tradizionale, che viene
    insegnato alluniversità e utilizzato in
    ospedale, è caratterizzato da un proprio percorso
    diagnostico
  • anamnesi raccolta sistematica della storia
    clinica del paziente (anamnesi fisiologica,
    familiare e personale, ed anamnesi patologica
    remota e prossima)
  • esame obiettivo completo
  • ricerca di altri dati richiesta di indagini
    diagnostiche ematochimiche e strumentali, sulla
    base dei dati emersi dalla anamnesi e dallesame
    obiettivo
  • formulazione della diagnosi analisi ragionata
    dei sintomi, segni e risultati degli esami
  • definizione della prognosi e del trattamento
  • Obiettivo del percorso è quello di arrivare ad
    una diagnosi di patologia organica, utilizzando
    un modello biomedico (sickness malattia
    oggettivamente intesa, verso illness)

45
Mano a mano che il luogo nel quale viene
esercitata la professione medica si allontana
dallOspedale, la pratica va incontro ad una
diversificazione e diventa materia più
articolata rispetto alla pura applicazione di
conoscenze e abilità disciplinari su quadri
patologici ben isolati.
dal Metodo Clinico classico...
46
Nel paradigma biopsicosociale la malattia non è
più il focus di interesse ed è vista come
vissuto di malattia oltre ai dati biologici
della malattia, quelli relativi al paziente nel
suo contesto sociale e ai modi con cui una
società combatte gli effetti del malessere.
Il Metodo in MG...
Engel GL. The need for a new medical model a
challenge for biomedicine. Science 1977 4286
129-135.
47
il paziente del MMG
  • È un paziente esperto,
  • esperto della sua malattia
  • malattia
  • non biologicamente intesa
  • ma
  • soggettivamente e psicologicamente percepita,
  • il vissuto del paziente!

48
Loggetto privilegiato della conoscenza non è più
quindi la malattia, bensì il paziente e
lintento del medico non è la diagnosi ma la
risoluzione del problema del paziente
Il Metodo in MG...
Mc Whinney IR. A textbook of family medicine. II
edition. Oxford Oxford University Press, 1997
49
Approccio del Medico di MG
  • seleziona via via le congetture che emergono nel
    corso del ragionamento clinico
  • alcune ipotesi diagnostiche, ordinate secondo
    priorità statistico-epidemiologiche o sulla base
    ellesperienza.
  • Poi prescrizione di accertamenti atti a
    confermare, o smentire, una o più ipotesi
    provvisorie fino a giungere alla diagnosi
    corretta grazie ad una sorta di "andirivieni" tra
    supposizioni ed accertamenti.
  • un metodo tendenzialmente ipotetico-deduttivo
    che sono gli esiti degli esami prescritti a
    retroagire sullipotesi preliminare in senso
    positivo - con la conferma della stessa - o
    negativo, cioè con la sua confutazione.

50
  • una "scrematura" di possibili diagnosi avviene,
    per così dire, nella testa del medico che porta
    allabbandono di alcune ipotesi.
  • il medico non fa altro che porre in competizione
    tra loro le ipotesi provvisorie che gli vengono
    alla mente, durante la prima visita e nelle
    successive tappe del percorso diagnostico
  • al termine "sopravviverà" quella che più si
    adatta al caso concreto

51
  • lambiente socio-organizzativo territoriale - può
    indurre nel MMG una sorta di evoluzione della
    metodologia diagnostica
  • esempi
  • il condizionamento dei tempi dattesa,
  • le procedure burocratico-amministrative legate
    agli esami,
  • la compartecipazione alla spesa richiesta al
    cittadino
  • le difficoltà di accesso ai servizi di coloro che
    risiedono in località lontane da strutture
    sanitarie.

52
motivazioni che inducono il medico a prescrivere
indagini senza una preventiva selezione di
ipotesi
  • sintomi come astenia, febbre o calo ponderale, in
    assenza di obiettività clinica
  • prescrivere accertamenti a tappeto e alla cieca,
    al fine di pervenire induttivamente alla diagnosi
    o ad ipotesi provvisorie.
  • patologia "silente" o asintomatica
  • rischio di incorrere in accuse di malapratica
    per omessa prescrizione di esami, in particolare
    per le diagnosi di esclusione

53
Sintomi/Problemi/malattie Decisioni per il
problem solving
54
(No Transcript)
55
(No Transcript)
56
(No Transcript)
57
(No Transcript)
58
(No Transcript)
59
(No Transcript)
60
(No Transcript)
61
(No Transcript)
62
IL TEMPO
63
(No Transcript)
64
(No Transcript)
65
(No Transcript)
66
È necessario un metodo coerente alla
CONTINUITAdi CURA
67
METODO in MG dal problema alla soluzione
Bisogno (reale o indotto) domanda / richiesta
Decodificazione della domanda Ascolto Colloquio
Visita (A-C-V)
68
Fasi per un INCONTRO efficacefra MEDICO e
PAZIENTE con un problema
  • A (accoglienza)
  • C (colloquio)
  • V (visita)

69
Interazione durante A-C-V 5 compiti
fondamentali (I parte)
  • OSSERVARE (comunicazione non verbale)
  • ASCOLTARE (ascolto attivo)
  • DOMANDARE
  • linguaggio e cultura del malato
  • domande aperte e indirette
  • domande una per volta
  • significato del silenzio e delle pause
  • (imbarazzo? riluttanza? mancanza di fiducia?
    ostilità? )
  • Chiedere non so se condivide i miei pensieri
  • anamnesi

70
Interazione 5 compiti fondamentali (II parte)
  • VISITARE e TOCCARE
  • RISPONDERE
  • Spiegare
  • Motivare
  • ripetere (se è il caso)
  • usare un linguaggio comprensibile
  • FARE COUNSELLING e osservare le regole per una
    buona relazione M-P

71
Elementi specifici, costitutivi della Buona
Relazione Medico Paziente (I parte)
  • La necessità di definire con chiarezza la
    diagnosi
  • Riconoscere con precisione le competenze delle
    due parti, compresi i diritti e i doveri di
    ciascuno
  • Individuare i sistemi di supporto, sia del
    medico che del paziente.
  • (Fischer e Leigh, 1985)

72
Elementi specifici, costitutivi della Relazione
Medico Paziente (II parte)
  • Definire gli scopi della relazione
  • Considerare la durata e le possibili variabili
    della terapia
  • Conoscere le reazioni psicologiche e gli
    effetti placebo, suscitati dalla relazione
    medico paziente
  • e dallessere medico
  • (Fischer e Leigh, 1985)

73
Momenti fondamentali nella comunicazione Medico
- Paziente
  1. Riconoscimento delle aspettative del paziente
  2. Pianificazione
  3. Inizio dellinterazione
  4. Raccolta delle informazioni con organizzazione
    sequenziale dellintervista
  5. Conclusione

74
METODO in MG dal problema alla soluzione
Bisogno (reale o indotto) domanda / richiesta
Decodificazione della domanda Ascolto Colloquio
Visita (A-C-V)
Prevenzione individuale nelloccasione
Espletamento atti formali
Definizione e Ri-definizione del
problema (Malattia-malessere)
75
Non definizione del problema torna se
Definizione Ri-definizione del problema (Malattia-
malessere)
Non malattia rassicurazione
Urgenza
Primo intervento e ricovero
1
Soluzione del problema
A C V
2
Diagnosi e Terapia
A C V Esami strumentali Esami di
laboratorio Consulenza specialistica
3
76
Definizione Ri-definizione del problema (Malattia-
malessere)
Ospedale o Passaggio in cura
Diagnosi o sospetto diagnostico che richiede
collaborazione
4
Adolescenza Contraccezione Matrimonio
Gravidanza Nascita figli Menopausa Pensionamen
to Morte (lutto)
5
77
Adolescenza Contraccezione Matrimonio
Gravidanza Nascita figli Menopausa Pensionamento
Morte (lutto)
Gestione dei problemi e assistenza al paziente
e alla famiglia durante i passaggi
5
Iperteso, Diabetico, Cardiopatico, Nefropatico,
Psichiatrico, Neurologico, Vascolare,
Neoplastico.
Assistenza al paziente cronico
6
Paziente terminale.
Gestione integrata e cura a domicilio ADI
7
78
Adolescenza Contraccezione Matrimonio
Gravidanza Nascita figli Menopausa Pensionamento
Morte (lutto)
Gestione dei problemi e assistenza al paziente
e alla famiglia durante i passaggi
5
Iperteso, Diabetico, Cardiopatico, Nefropatico,
Psichiatrico, Neurologico, Vascolare,
Neoplastico.
Assistenza al paziente cronico
6
Paziente terminale.
Gestione integrata e cura a domicilio ADI
7
79
Ecco gli esempi
80
(No Transcript)
81
(No Transcript)
82
1
2
3
7
4
5
6
83
(No Transcript)
84
(No Transcript)
85
(No Transcript)
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(No Transcript)
87
(No Transcript)
88
(No Transcript)
89
(No Transcript)
90
(No Transcript)
91
Non così
92
UNA BUONA CARTELLA
  • Deve aiutare il medico a ritrovare con rapidità i
    dati dei pazienti, specie quelli
  • Complessi, multiproblematici, in politerapia
  • Seguiti da anni
  • Deve consentire la definizione efficace e rapida
    del profilo del paziente
  • Deve aiutare il medico a seguire con precisione
    landamento dei singoli problemi, senza perdere
    di vista il paziente nella sua integrità e
    complessità
  • Deve aiutare il medico a mantenere un corretto e
    preciso ragionamento clinico nellapproccio ai
    problemi degli assistiti
  • Deve consentire attività di Audit, di ricerca, di
    didattica

93
La classica cartella ospedaliera
  • È organizzata per diario
  • È adatta alla gestione
  • di un solo problema per volta (o poco più)
  • di un processo assistenziale limitato nel tempo
  • Richiede molto tempo
  • Per definire il profilo del paziente
  • Per ricostruire il percorso assistenziale
  • Non integra gli elementi della Storia, dellEsame
    obiettivo, dei Test di laboratorio e strumentali
  • Non consente di far emergere il razionale delle
    decisioni operative

94
La Cartella per problemi (L. Weed, 1969)
  • È organizzata per problemi
  • È adatta alla gestione
  • di più problemi nello stesso paziente
  • di processi assistenziali protratti nel tempo
  • Richiede un brevissimo tempo
  • Per definire il profilo del paziente
  • Per ricostruire il percorso assistenziale
  • Integra gli elementi della Storia, dellEsame
    obiettivo, dei Test di laboratorio e strumentali
  • Consente di definire il razionale delle
    decisioni operative
  • Consente attività di audit, di ricerca, di
    didattica

95
La Cartella informatizzata Millewin
  • È organizzata per problemi
  • È adatta alla gestione efficiente ed efficace
  • di più problemi nello stesso paziente
  • di processi assistenziali protratti nel tempo
  • Richiede un brevissimo tempo
  • Per definire il profilo del paziente
  • Per ricostruire il percorso assistenziale
  • Integra gli elementi della Storia, dellEsame
    obiettivo, dei Test di laboratorio e strumentali
  • Consente di definire il razionale delle
    decisioni operative
  • Semplifica le attività burocratiche (più tempo ed
    attenzione al paziente meno rischi di errori)
  • Consente e semplifica attività di Audit, di
    ricerca, di didattica

96
Una buona Cartella Medica in Medicina Generale
  • Quali sono gli usi
  • Quali sono le caratteristiche principali
  • Qual è la componente più importante

97
LINCONTRO CON IL PAZIENTE
  • Gestione di un problema noto
  • Offerta di un nuovo problema

98
Uno strumento per il problem solving CMOP
  • CMOP Indispensabile tassello di un percorso
    assistenziale di qualità
  • CMOP come METODO da utilizzare per qualsiasi
    problema

99
DI FRONTE AD UN PROBLEMA NOTO
  • Accesso alla cartella
  • Rapida verifica dei dati archiviati
  • Esame dei nuovi elementi
  • Soggettivi
  • Oggettivi (EO, test, consulenze)
  • Registrazione, aggiornamento
  • Decisioni

100
CARTELLA MEDICA ORIENTATA per PROBLEMI
101
Ma CMOP CARTELLA MEDICA ORIENTATA PER PROBLEMI
102
CARTELLA MEDICA ORIENTATA PER PROBLEMI
I DATI DI BASE
  • Informazioni utili nella gestione del paziente
  • ? in parte raccolte inizialmente
  • ? completate nel tempo
  • Secondo uno schema standard condiviso
  • Da applicare preferibilmente a tutti i pazienti
  • Dati anagrafici
  • Occupazione
  • Stato civile
  • Minimum Data Set

103
CARTELLA MEDICA ORIENTATA PER PROBLEMI
LISTA DEI PROBLEMI
  • Attivi
  • Inattivi
  • Risolti

DIARIO CLINICO
  • È strutturato per ciascun problema
  • Consente la descrizione e la ricostruzione
    dellevoluzione e del processo assistenziale per
    ogni singolo problema

104
OFFERTA DI UN NUOVO PROBLEMA FASI DELLA
DECISIONE CLINICA
  • Offerta del problema da parte del paziente
  • Formulazione di una Ipotesi causale
  • Raccolta della storia (S)
  • Esecuzione di esame obiettivo (O)
  • Valutazione complessiva dei dati e definizione
    del problema (V)
  • Definizione piano di intervento (P)

IL METODO DELLAPROCCIO AI PROBLEMI DEL
PAZIENTE
105
CMOP LA LISTA DEI PROBLEMI
  • Comprende problemi
  • Attivi
  • Inattivi
  • Risolti (Un problema attivo può diventare
    inattivo e viceversa)
  • Ogni problema è datato e codificato (in Millewin,
    in automatico)

106
CMOP LA LISTA DEI PROBLEMI
  • MODELLO ORIGINALE DI WEED
  • Elenco degli eventi significativi della vita di
    un paziente
  • Diagnosi già definite
  • Stati fisiologici
  • Sintomi nuovi da valutare
  • Reperti obiettivi nuovi da valutare
  • Problemi psicologici, sociali, familiari
  • Malattie, traumi, interventi pregressi
  • Fattori di rischio
  • Intolleranze e allergie

107
CMOP LA LISTA DEI PROBLEMI
  • MODELLO DELLA M.G. (schema SIMG-HS)
  • Elenco di tutti gli eventi che il paziente porta
    allattenzione del m.g.
  • Organizzati in modo da
  • Mantenere in evidenza (far galleggiare) i più
    rilevanti
  • Tenere in secondo piano quelli inattivi
  • Tenere in altro folder quelli risolti
    (definitivamente chiusi)

108
CMOP strutturazione dei dati Entità fondamentali
  • Problema
  • coincide in genere con il motivo della visita
    (RFE) in caso di primo/unico incontro o di evento
    non definito
  • può essere o non una diagnosi definita
  • può/deve rimanere problema non definito fino a
    sicura e precisa definizione della Diagnosi
  • Diagnosi
  • descrizione di un problema mediante una
    definizione univoca
  • può evolvere/variare nel tempo

109
PROBLEMA FASI DELLA DECISIONE CLINICA
  • Risultati del piano diagnostico
  • Valutazione complessiva dei dati
  • conferma ipotesi?
  • Trattamento
  • Ridefinizione del problema
  • non conferma ipotesi?
  • nuovo piano di lavoro

? Registrazione dei dati ? Giudizio prognostico ?
Piano di controllo nel tempo.
110
Evoluzione di un problema
111
In sintesi CMOP oltre il DIARIO CLINICO
  • Note sulla evoluzione del problema
  • Schema fisso di compilazione
  • S elementi SOGGETTIVI riferiti dal paziente
  • O elementi OBIETTIVI significativi rilevati
    dal medico/dai test diagnostici
  • V VALUTAZIONE
  • epicrisi basata sugli elementi raccolti (S, O)
  • utile per la definizione del problema
  • rappresentativa del ragionamento clinico e del
    processo di diagnosi differenziale del MG
  • P PIANI di intervento (sintesi decisioni)
  • Impostazione generale del piano di intervento,
    controllo nel tempo, interventi educativi, ecc.
  • NON duplicazione delle prescrizioni diagnostiche
    o terapeutiche

85 diagnosi storia!!
metodologia!
Metodologia!
112
Caso clinico
esempi
  • Piera, ha 50 anni, capo sala di un reparto
    chirurgico, riceve la chiamata dal centro x lo
    Screening mammografico, per fare la mammografia,
    peraltro già sollecitata altre volte dal
    ginecologo a scopo preventivo .
  • panico
  • Viene dal MMG.per cui viene per essere intanto
    visitata e rassicurata anche se sa che palpazione
    negativa non esclude la presenza di un piccolo
    nodulo. mi chiede come fare a gestire  l'ansia e
    "dominarla"

113
Soluzione del Problema del MMG e di Piera
Darle un ansolitico e convincerla a fare lesame
  • accoglienza della paura e rassicurazione
    attraverso la visita accurata

Se la visita delle mammelle accurata è negativa,
non fare la mammografia
Farla tornare dopo ogni 3 mesi per la visita
Inviarla dal senologo
114
Controllo salute
Stato di panico
115
Caso clinico
  • Giorgio, impiegato, ha 52 anni.
  • Si presenta dal medico perché ha fatto il CK
    presso una Clinica privata, con cui la Banca è
    convenzionata.
  • Sta bene, fa sport, ha un BMI di 24, TA 120/80.
    Tutto bene (esami bioumorali, eco addome, rx
    torace, ecg) tranne il test da sforzo, che è
    dubbio per la presenza di un lieve
    sottoslivellamento ST, per cui si consiglia
    scintigrafia miocardica da sforzoil paziente è
    perplesso e chiede consiglio al medico.

116
Cosa fare
  • Monitorare il paziente perché è asintomatico
    tutti gli altri esami sono negativi
  • Chiedere un altro test da sforzo presso una
    struttura pubblica
  • Chiedere al paziente cosa ha capito e cosa
    preferisce fare
  • Chiedere la scintigrafia miocardica
  • Inviare dallo specialista cardiologo

117
Ischemia miocardica
asintomatico
118
STRUTTURAZIONE DEI DATI LEVOLUZIONE DEI
PROBLEMI
  • registrare i dati (SVOP) relativi ad ogni visita
  • e
  • concatenare le visite e le decisioni prese per
    ogni problema vuol dire per il medico
  • ?
  • 1) comprendere / ricostruire la storia del
    problema (audit, ricerca)
  • 2) gestire meglio gli eventi complessi/ricorrenti
    (professione).

119
in conclusione CMOP cosa registrare?
  • Tutto bene subito!
  • ? Ma in particolare

120
in conclusione CMOP quali dati registrare?
  • per ogni visita relativa ad qualsiasi problema
    anche di minima rilevanza
  • Definizione del problema (D)
  • Prescrizioni

121
in conclusione CMOP quali dati registrare?
  • per ogni visita relativa ad ogni problema
    rilevante
  • Motivo dincontro/elementi soggettivi (S)
  • Elementi obiettivi, se presenti (O)
  • Ragionamento del medico sullevento/lincontro
    sul il paziente (V)
  • Sintesi del piano di intervento (P)

122
in conclusionecontinuità di cura in MG Problemi
Visite Storia del paziente
123
decalogo per il dialogo medico-paziente (Milano
5 ottobre 2007). Per il medico
  • 1) Ascolta senza interrompere per almeno 3
    minuti, poi formula la domanda 2) Dedica almeno
    un terzo del tempo della visita per spiegare e
    rispondere alle domande 3) Non usare termini
    tecnici e nel caso spiegane il significato 4)
    Parla chiaro, cercando di mettere in evidenza gli
    aspetti positivi 5) Alimenta la speranza, non
    l'illusione 6) Cerca sempre di rassicurare chi
    hai di fronte e favorisci la reperibilità tua o
    dell'equipe.

124
decalogo per il dialogo medico-paziente (Milano
5 ottobre 2007) per il paziente
  • 1) Non esitare a fare domande, se qualcosa non è
    chiaro non aver paura di fartelo ripetere 2)
    Prima della visita prepara gli aspetti che
    desideri chiarire e decidi quali sono per te le
    priorità 3) Se non ti senti sicuro o hai paura
    di non ricordare tutto fatti accompagnare alla
    visita da un familiare o un amico che possa anche
    darti conforto 4) Non aver paura di manifestare
    i tuoi sentimenti 5) Ricorda che anche un
    medico ha le sue debolezze.

125
il medico degli schiavi
  • i medici dei primi curassero solo i sintomi
    curava rapidamente i sintomi perché non
    perdessero troppo tempo e ritornassero
    rapidamente a lavorare dal padrone

126
il medico dei liberi
rende partecipe l'ammalato e i suoi amici della
sua indagine e lui stesso apprende qualcosa dai
malati
127
medicus philosophus
128
  • ecco le radici dellumanesimo in medicina

129
(No Transcript)
130
(No Transcript)
131
due approcci a malattia e salute non contrapposte
  • pensiero narrativo
  • olismo
  • metodo qualitativo
  • pluralità di metodi
  • pensiero scientifico
  • riduzionismo
  • metodo quantitativo
  • unicità di metodo

132
Problem solving
Sbrogliare la matassa
133
  • prendere decisioni in condizioni di incertezza
    non solo un approccio
  •  
  • problem solving, in cui linteresse principale è
    nella sequenza risolutiva
  •  
  • Ma anche un approccio
  •  
  • problem setting , in cui la diversità delle
    definizioni è una componente necessaria
    del processo progettuale.

134
  • Inoltre la cura dellaltro come coscienza di sé
  • Conoscere se stesso e come medico-farmaco

135
(No Transcript)
136
vertigini
nausea
giramento
nistagmo
cupulolitiasi
Manovra liberatoria e levopraid
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