Teologia%20morale%20speciale/1%20Vita%20religiosa - PowerPoint PPT Presentation

View by Category
About This Presentation
Title:

Teologia%20morale%20speciale/1%20Vita%20religiosa

Description:

Teologia morale speciale/1 Vita religiosa I: Il fondamento II:Incontro con Dio e vita credente III: Ordinare la vita nel Signore 2.3 La vita concreta nella preghiera ... – PowerPoint PPT presentation

Number of Views:39
Avg rating:3.0/5.0
Slides: 82
Provided by: Abi137
Learn more at: http://www.pftim.it
Category:

less

Write a Comment
User Comments (0)
Transcript and Presenter's Notes

Title: Teologia%20morale%20speciale/1%20Vita%20religiosa


1
Teologia morale speciale/1Vita religiosa
  • I Il fondamento
  • IIIncontro con Dio e vita credente
  • III Ordinare la vita nel Signore

2
PRIMA PARTE IL FONDAMENTO
  • 1.Teologia morale fondamentale e speciale
    unità e distinzioni.
  • Virtù di giustizia, morale religiosa, unità di
    esperienza morale e di esperienza di fede.
  • 2. Fondamento biblico
  • Il dono dellalleanza Es 3 Gs 24
  • La Promessa divenuta si in Gesù Cristo
  • - Parola ed esistenza di Gesù.
  • - Lesperienza dei discepoli conversione-fede-se
    quela
  • - Lannuncio di Gesù. La sua figura eticamente
    interpretante
  • 3. Eucaristia e vita morale
  • Costituiti interlocutori
  • Fatti commensali
  • Fate questo in memoria di me

3
SECONDA PARTE INCONTRO CON DIO E VITA CREDENTE
  • 4. I primi tre comandamenti del decalogo
  • Non altri dei
  • Il Nome
  • Il sabato
  • 5. Relazione con Dio in Gesù Cristo. NO
  • Figure bibliche di relazione/preghiera
  • Dio si rivela ed è riconosciuto novità di senso
    e prospettiva
  • 6.Comprendere e decidere nel Signore
  • Unità della vita personale
  • Decisione di fede in coscienza
  • Preghiera e decisione di vita

4
TERZA PARTE ORDINARE LA VITA NEL SIGNORE
  • 7. Una preghiera ordinata e decisa
  • Il tempo del nostro vivere
  • Criteri di valutazione e decisione
  • Il corpo del passato e lo spontaneo ambiguo
  • 8. Preghiera e unificazione personale
  • Mezzo e fine
  • Implicito ed esplicito
  • Cura del discernimento
  • 9. Moralità cristiana come conversione
  • Preghiera e tentazioni
  • Conoscere Dio e conversione
  • Veracità e dialogo. Comunicazione morale e
    compito di verità.

5
Bibliografia
  • S. Bastianel, Vita morale nella fede in Gesù
    Cristo, San Paolo, Cinisello Balsamo 2005
  • D. Abignente, Appunti sulla decisione di vita
  • M. Cozzoli, Verità, veracità, in F. Compagnoni,
    G. Piana, S. Privitera, Nuovo Dizionario di
    Teologia morale, Paoline, Cinisello Balsamo 1990,
    1435-1450.
  • A.J. Heschel, Il sabato. Il suo significato per
    luomo moderno, Rusconi Editore, Milano 1972
  • A. Rizzi, Il problema del senso e il tempo.
    Tempo, festa, preghiera, Cittadella, Assisi 2006

6
PRIMA PARTE IL FONDAMENTO
  • 1. Teologia morale fondamentale e speciale
    unità e distinzioni.
  • Vita religiosa. Virtù di giustizia.
  • Unità di esperienza morale e di esperienza di
    fede.

7
Vita religiosa virtù di giustizia
  • Tradizione giuridico-etica (Ulpiano)
  • Iustitia est constans et perpetua voluntas ius
    suum unicuique tribuens
  • Tommaso dAquino
  • Iustitia est habitus secundum quem aliquis
    constanti et perpetua voluntate ius suum
    unicuique tribuit
  • (S.Th.II-II, q.58, a.1)
  • Il trattato De iustitia (S.Th., II-II, qq.
    57-122)
  • (cf Decalogo sec. D. Mongillo)

8
Giustizia nel rapporto con Dio
  • S.Th.II-II, qq. 81-100
  • q.82 devozione da devoveo q. 83 preghiera
  • Religione da relegere
  • rileggere, ripetere cose attinenti al culto
  • Religione da religare
  • legare strettamente a Dio

9
Religione come unità della vita atti e
intenzionalità
  • La religione ha due serie di atti. Alcuni propri
    ed immediati... emessi direttamente (sacrificio,
    adorazione..). Altri invece li produce mediante
    la virtù cui essa comanda, ordinandoli allonore
    di Dio...Ecco perché visitare gli orfani e le
    vedove nelle loro tribolazioni, che è un atto di
    misericordia, è considerato come un atto di
    religione (S.Th.II-II, q.81, a.1)

10
Religione è virtù che ordina a Dio, come
fine, attraverso la relazione con lui
  • Questa virtù dice propriamente ordine a Dio.
    Egli infatti è colui al quale principalmente
    dobbiamo legarci tamquam indeficienti principio
    e verso cui dobbiamo dirigere di continuo la
    nostra elezione come ad ultimo fine (S.Th.II-II,
    q.81, a.1)
  • Tutte le cose in quanto sono compiute a gloria
    di Dio appartengono alla religione, non perché
    questa le compie, ma perché le comanda (S.Th.II-I
    I, q.81, a.4)

11
La religione è virtù morale
  • Nella religione si devono tener presenti due
    cose. Primo ciò che si offre, ossia il culto e
    questo costituisce la materia o loggetto della
    religione. Secondo colui al quale si offre, e
    cioè Dio...E evidente che della virtù di
    religione Dio non è loggetto, ma il fine...E
    quindi la religione è una virtù morale, avente
    per oggetto i mezzi ordinati al fine (S.Th.
    II-II, q. 81, a.5)

12
Crisi della retribuzione responsabilità della
relazione
  • La religione è una parte della giustizia. E in
    essa il giusto...viene stabilito per una certa
    uguaglianza...Non si tratta però di uguaglianza
    assoluta, perché a Dio non si può offrire quanto
    gli è dovuto ma in rapporto alle capacità
    delluomo e allaccettazione di Dio.
    (S.Th.II-II, q.81, a.5)

13
2. Fondamento biblico A.Il dono
dellalleanzaEs 3Gs 24Dt 4.30Ger 31
  • Es 3 vocazione di Mosè - rivelazione del nome
  • (Es 2,11-3,15)
  • Mosè figlio di una storia.
  • Di fronte al tu che subisce Mosè non resta
    indifferente.
  • Mosè cerca di reagire usando del suo privilegio.
  • La prova di Mosè, il fallimento, il deserto...

14
Es 3 Vicenda di un uomo, vicenda di un popolo.
  • Dio si lascia riconoscere prossimo e salvante
    nella relazione.
  • La volontà di Dio ho visto...sono sceso per
    liberare...verso...
  • Io con te. Non tu e le tue forze...non semplice
    compito.
  • Ejeh aser ejeh. Vicino e salvante nella tua
    storia.
  • Libertà liberata da Dio novità di Mosè.
  • Una vocazione fondata nel dono divenire
    fratelli.

15
Struttura di alleanza Gs 24
  • Macro- struttura di alleanza in Gs 24,1-28
  • I. (AUTO) PRESENTAZIONE Preambolo 24,2b
  • II. RIEVOCAZIONE/KERIGMA Prologo storico
    24,2c-13
  • III. CHIAMATI A DECISIONE Dichiarazione
    fondamentale 24,14-15 (16-24)
  • IV. COMANDAMENTO E LEGGI clausole 24,25-26
  • cf Cd. Alleanza Es 20,22-23.33
  • Cod. Deuteronomico Dt 12-26 Cod.
    Santità Lv 17-26
  • cf Decalogo Es 20,2-17 Dt 5,6-22
  • V. I TESTIMONI 24,26b-27 (24,1.22). Cf Dt
    4,26 ecc.
  • VI. BENEDIZIONE (maledizioni) 24,13.19-20.
    cf Dt 28.30

16
I. (AUTO) PRESENTAZIONE Preambolo 24,2b
  • Così dice il Signore Dio dIsraele
  • Esperienza personale del mediatore
  • non patriarca
  • Jahvè, colui che è in relazione io tu

17
II. RIEVOCAZIONE/KERIGMA Prologo storico
24,2c-13
  • Io presifeci uscirecondussiliberai..
  • vi diedi una terraabitatemangiate
  • Principio e fondamento nel dono
  • Rivelazione relazione liberazione
  • ioi vostri padri - voi
  • Relazione gratuita
  • non necessitata - non parziale incondizionata
  • Salvezza creazione di vita come comunione
  • capacità di risposta, di libertà e futuro

18
III. CHIAMATI A DECISIONE Dichiarazione
fondamentale24,14-15 (16-24)
  • Scegliete dunque chi volete servire
  • We attah dunque logico, cronologico,
    assiologico, normativo
  • Fatti interlocutori di Dio, capaci di libera
    responsabilità
  • Il dono è offerto alla libera responsabilità
    della risposta
  • In forza dicome assumendo lintenzionalità
    del Signore
  • Conoscere Dio riconoscere questo Dio voler
    essere popolo nato da Dio affidato a lui
    popolo di prossimi.

19
IV. COMANDAMENTO E LEGGI clausole 24,25-26
  • Giosuè in quel giorno concluse unalleanza
  • Bontà nella ricerca di giustizia correttezza
  • Normatività della moralità e norme morali
  • Integrazione di fede e vita morale
  • Le regole di condotta proprie del patrimonio
    etico condiviso vengono capite come comandamenti
    di Dio.
  • Integrazione e purificazione dellesperienza
    etica precedente di solidarietà.

20
V. I TESTIMONI 24,26b-27 (24,1.22). Cf Dt 4,26
ecc.
  • Voi siete testimoni Giosuè prese una pietra
  • Vita personale - sociale.
  • Privato e Pubblico
  • Lambiente mediatore di rapporti umani
  • Nelluso delle cose la relazione con laltro.
  • Azione umana e conseguenze.
  • Teleologia e proporzione.

21
VI. BENEDIZIONE (maledizioni) 24,13.19-20. cf
Dt 28.30
  • Noi serviremo il SignoreScegli la vita (Dt
    30)
  • Continuità e diversità tra II e VI il dono
    affidato
  • Differenza e reale reciprocità di partners
  • Popolo di Dio nel divenire popolo di fratelli
  • La risposta del popolo creatrice di prossimità
  • autonomia morale del credente
  • il futuro/storia è affidato
  • Discernere per decidere criteri di
    discernimento
  • Discernere - decidere nel Signore.

22
2. Fondamento biblicoB. La Promessa-Alleanza
nel si di Gesù Cristo
  • Dio vicino(Ejeh..) nella Parola - esistenza di
    Gesù
  • Nella storia fatta anche di peccato
  • gratuità incondizionata
  • La redenzione dallinterno della storia
  • unità incarnazione e pasqua
  • Nellumanità di Gesù in comunione con il Padre
    esistenziale cristico
  • Lalleanza nuova è possibile vivere con - in
    Gesù Cristo

23
B. La Promessa-Alleanza nel si di Gesù Cristo
  • Lesperienza dei discepoli chiamati a
    partecipare
  • Nella familiarità con Gesù si sono visti salvati
  • Nella familiarità con Gesù hanno visto il Padre
  • Nella familiarità con Gesù hanno visto lumano
  • Lumanità di Gesù luogo di scandalo
  • La vita con Gesù luogo di scandalo
  • La sequela dei discepoli conversione continua

24
B. La Promessa-Alleanza nel si di Gesù Cristo
  • Seguire Gesù non è ripeterlo, è vivere in - con
    lui
  • Lannuncio di Gesù nei criteri di vita
  • Tentazioni e Beatitudini
  • Gesù eticamente interpretante lumano
  • Poter leggere il vangelo sulla storia
  • Nel ricordo condiviso del Signore

25
3. Eucaristia e vita morale
  • Consideriamo la realtà delleucaristia con
    domande tipiche della riflessione morale.
  • Quale rapporto esiste tra culto e vita di fede,
    preghiera personale e liturgica, allinterno
    della storia di fede di una comunità credente?
  • Tentazione di esteriorità e possesso di Dio
  • Tentazione di separazione di culto e moralità
  • 2. Se leucaristia è culmen et fons
    dellesistenza cristiana (SC), in che senso il
    celebrare chiama in causa la libera
    responsabilità nel vivere leucaristia?
    personale esperienza/alimento

26
CONVOCATI DALLA PAROLA COSTITUITI INTERLOCUTORI
  • Nella condivisione della Parola
  • che lo Spirito svela nellinteriorità di
    ciascuno,
  • riconosciamo la presenza salvante di Dio.
  • Comune ascolto della
  • Parola
  • realtà costitutiva
  • della comunità credente

27
Convocati dalla Parola
Israele diventa popolo di Dio riconoscendo nel
rivelarsi di Dio una relazione di alleanza
donata, che chiede adesione cf Gs 24.
A.T.
Lesperienza di essere costituiti interlocutori
di Dio, in forza del suo gratuito rivelarsi,
diventerà centrale e strutturante i modi di
esprimere la fede stessa cf creazione,
interpretazione peccato alla luce della fedeltà
di Dio, conversione possibile.
28
LA CELEBRAZIONE EUCARISTICA
Levento definitivo della salvezza è Gesù
Parola fattasi carne
N.T.
Luomo è nuovamente e decisamente fatto
interlocutore di Dio, capace di accogliere il
dono e di rispondervi nella sequela.
29
Nella celebrazione Eucaristia siamo convocati e
interpellati dalla parola di Dio ci è chiesto
di ascoltare e di rispondere. Siamo costituiti
interlocutori.
La Parola non è generica Dio continua a operare
in noi. La nostra familiarità con la parola di
Dio, diventa il luogo della nostra identità
come comunità credente conoscere lui, noi, il
mondo. La Parola incarnata come benedizione in
noi
Come comunità credente siamo di fronte al
consegnarsi di Dio nella sua Parola, che è il
Cristo. La sua parola è riproposta dalla Traditio
vivente.
30
LA CELEBRAZIONE EUCARISTICA
CONVOCATI A SPEZZARE IL PANE COSTITUITI
COMMENSALI
I SEGNI DEL PANE E VINO
Realtà - simbolo di ciò che è necessario per
vivere e per cui ci si divide senso umano del
pane e interpretazione della vita
31
Significazione per la coscienza
Realtà - simbolo di ciò che fa vivere e viene
spezzato
I SEGNI DEL PANE E VINO
Realtà simbolo di comunione il corpo di Gesù
che dà vita
32
LA CELEBRAZIONE EUCARISTICA
Il senso è affidato alla libera responsabilità
delle persone
I SEGNI DEL PANE E VINO
Condividere la vita è condividere il pane. La
comunione non si fa a distanza
33
LA CELEBRAZIONE EUCARISTICA
Il mio corpo dato per voi  
I SEGNI DEL PANE E VINO
Il mio sangue versato per voi e per tutti
La vita consegnata diventa luogo di COMUNIONE
34
LA CELEBRAZIONE EUCARISTICA
Modello e possibilità del vivere umano
autentico, di unumanità riconciliata, di una
vita che sia veramente comunione nella reale
condivisione.
La vita consegnata diventa luogo di COMUNIONE
35
LA CELEBRAZIONE EUCARISTICA
Fate questo in memoria di me
Dire in parole e gesti, una realtà che si
riconosce come dono e salvezza, assumendola,
impegnando la vita.
Vivere la realtà - simbolo
36
Fate questo in memoria di me
Il ricordo del Signore conosciuto
Gesto liturgico che fa presente al Padre il
compimento della Pasqua in Gesù.
Criterio interpretante la moralità quotidiana,
perché la salvezza accolta diventi Regno di Dio
nella relazionalità interumana.
37
LA CELEBRAZIONE EUCARISTICA
La celebrazione eucaristica propone lindicazione
di una responsabilità etica precisa
Nel consegnarsi di Gesù ci è svelato il suo senso
decisivo e nella comunione fraterna che da quel
consegnarsi deriva è indicato il risultato di una
moralità pienamente trasparente.
38
LA CELEBRAZIONE EUCARISTICA
  • In forza del farsi prossimo di Gesù ci è donato e
    affidato il compito di farci prossimi.
  • Nel riconoscere il risorto siamo liberati dalla
    paura che il consegnarsi senza previe garanzie
    porti alla morte come annullamento della vita.

39
CELEBRARE E VIVERE L EUCARISTICA
Riflessioni Conclusive
Rito, preghiera e vita costituiscono nel
cristiano lunità del suo credere come dimensioni
che si integrano a vicenda e che insieme fanno la
sua verità e la sua storia
40
SECONDA PARTE INCONTRO CON DIO E VITA CREDENTE
  • 1.I primi tre comandamenti del Decalogo
  • - Il termine ?????????
  • Provenienza
  • Diversità di formulazioni e tradizioni
  • Tradizione ebraica antica le due vie,
  • Tradizione tardo giudaica (Talmud, Filone,
    Giuseppe Flavio)
  • Tradizione cristiana (Agostino)

41
1.I primi tre comandamenti del Decalogo
  • Es 20,1-17 Dt 5,6-21
  • - Unità di esperienza di fede e tradizioni
    distinte
  • - Differenze nei due testi il comando del
    sabato e quello del non desiderare
  • - Lalleanza come unico criterio di riferimento

42
Es 20,1-17 Dt 5,6-21
  • Io sono il Signore Dio tuo
  • Il primo comandamento?
  • Prologo e Dichiarazione fondamentale
  • Principio e fondamento

43
1.1 Non altri dei
  • Primo comandamento
  • Non avrai altri dei di fronte a me
  • Né idolo, né immagine, né prostrazione Dio
    prossimo affidamento
  • La relazione di fede unifica la vita
  • personale adesione radicale
  • No ai molti possibili signori sicurezze
  • Fini e motivazioni che ci conducono morale

44
1.2 Il nome del Signore
  • Secondo comandamento
  • Non pronuncerai invano il nome del Signore tuo
    Dio
  • Tentazione del nome strumento possesso
  • Il senso nella verità del rapporto lode, grazie
    e testimonianza
  • Professione di fede con la vita Parola

45
1.3 Il sabato
  • Terzo comandamento
  • Ricordati del giorno di sabato per santificarlo
  • Es 20, 8-11 e Dt 5, 12-15 diversità di
    costruzioni, motivazioni, formulazioni
    (alternate)
  • Contesti storici e culturali interpretazioni e
    istanza
  • Ricordati lesperienza dellEsodo-Sinai
    (motivazione storico-salvifica con rimando al
    Prologo fondante Dt 5,6)
  • Ricordati rimando alla teologia della
    creazione (motivazione teologica e apertura
    universale)
  • Sacro è più che cultuale
  • Santificare non significa non fare

46
1.3 Il sabato
  • Vivere da creature il tempo.
  • Operosità umana come valore
  • Divenire persone, rendere umana lesistenza
  • Natura e cultura coltivare la terra nella
    relazione
  • Orientare culturalmente la natura mediata
  • Operare trascendenza e costruzione della terra
  • Operosità come tentazione
  • Loperare (risultato) come fine dellesistenza
    relazioni strumentali
  • Il produrre come dimensione totalizzante
  • la persona misurata dal suo operare
  • vita opera propria,eteronomia e massificazione

47
1.3 Il sabato
  • Liberare dal lavoro o liberare il lavoro?
  • (P. Beauchamp)
  • Come il Signore tuo Dio ti ha comandato perciò
    ti ordina(Dt, 5,12.15). Il riposo volontà di
    Dio e istanza critica. Cura dellinteriorità e
    comunità.
  • Ricordati la memoria del dono di Dio chiede di
    divenire storia di comunione liberante. Gratuito
    il dono, gratuità come senso dellumano.
  • Perché il tuo schiavo e la tua schiava si
    riposino con te. Cura di giustizia difesa dei
    deboli.
  • Sacralità del sabato. Ritmo di lavoro e preghiera.

48
2. Relazione con Dio in Gesù Cristo.
  • 2.1 Esperienza personale di relazione
  • Figure bibliche di relazione/preghiera
  • Punto saltato e trasversalmente recuperato in
    ogni passo nellanno 2013-2014

49
3. Comprendere e decidere nel Signore
  • 3.1 Unità della vita personale lunificazione è
    nel soggetto morale
  • Unità di comprendere e agire
  • conoscenza/decisione di sé e del mondo
  • storicità autocomprensione e decisione maturano
    attraverso singoli passi
  • la fede come incontro con il Signore

50
3.1 Unità della vita personale
  • Unità di libertà e responsabilità
  • nel rapporto alle cose relazione al tu
  • laltrui senso non si aggiunge al mio
  • libertà come chiamata a responsabilità
  • Vita morale allinterno della fede
  • nuovo orizzonte nel ricordo del Signore
    (coscienza di Gesù)
  • agire-donocompimento nella comunione

51
3.1 Unità della vita personale
  • Unità di opzione fondamentale e
  • scelte concrete
  • intenzionalità nellunità-continuità
  • cura della scelta, cura della coscienza
  • la fede operante nella persona criteri
  • cura della preghiera, cura della moralità

52
3.2 - Decisione di fede in coscienza
  • Vivere in Cristo nel vivere etico
  • cura dellopzione fondamentale nella verità di
    coscienza la risposta a una chiamata
  • la volontà di Dio come esigenza etica
  • la volontà di Dio nei criteri di scelta
  • non basta la conformità oggettivadel
    comportamento con lindicazione evangelica
  • la bontà morale nella ricerca del
    comportamento giusto/possibile
  • preghiera interiorità e verità concreta

53
3.3 Decisione di vita
  • Decisione della persona
  • consapevole scelta,
  • frutto di sufficiente libertà

54
3.3 Decisione di vita
  • Opzione fondamentale, decisione di vita, scelte
    particolari
  • persona, direzione tematizzata, singolo passo
  • analogia e rapporto
  • Decisione di vita
  • Figura che dà unità ai molteplici tratti.
  • Tante vie, ununica meta. La mia via.
  • Direzione decisa per lunità-continuità della
    vita.

55
3.3 Preghiera e decisione di vita
  • Perché la decisione di vita?
  • Una questione di senso. Il tu domanda la vita.
  • Decidere è compromettersi.
  • Un desiderio non è ancora progetto deciso.
  • - Due tentazioni frequenti
  • - disponibili senza decidere
  • - affidati al caso

56
3.3 Preghiera e decisione di vita
  • Status e vocazione
  • Status e decisione distinzione e rapporto.
  • Vocazione è grazia e non prestazione umana.
  • Decisione è ricerca e risposta allinterno di
    mediazioni. Valori ordinati in progetto/stile di
    vita, che comporta pure rinuncia/patire.
  • Modi riconosciuti pubblico, canonico, modi
    vincolanti verità morale.
  • Occorre un tempo per arrivare a scegliere.
  • La preghiera luogo della decisione di vita.

57
3.3 Preghiera e decisione di vita
  • Fedeltà, irrevocabilità, storia
  • E possibile lerrore?
  • Fallimento e errore non sono la stessa cosa.
  • Sapienza delle indicazioni della chiesa.
  • Correzione o cambiamento?
  • Quali criteri di discernimento?

58
3.3 Decisione di vita in conversione
  • Storia e fedeltà di progetto interpretante
  • Criteri, non tecnica. La persona al centro.
  • Conoscere il Signore nella familiarità della
    relazione con lui dove ha chiamato e chiama?
  • Rivalutare le ragioni/storia della chiamata.
  • La certezza moralechiede la verifica condivisa,
    non i salti improvvisi.
  • Chi siamo diventati.
  • Irrevocabilità è fedeltà, cioè conversione
    continua

59
  • La dimensione della preghiera emerge come storia
    di un inizio discernente e come discernimento di
    una storia che continua la storia personale
    della presenza di Dio riconosciuta e il
    riconoscimento di unopera da lui creata nella
    propria vita, alla quale con la propria vita la
    persona credente aderisce e risponde
  • (S. BASTIANEL, MF,89)

60
TERZA PARTE ORDINARE LA VITA NEL SIGNORE
  • 1. Una preghiera ordinata e decisa
  • Moralità implicata nellincontro di fede e
  • verità morale alimentata dallincontro
  • Cura del rapporto con Dio significa cura della
    interiorità non funzionale.
  • Decidere di ordinare tempi e modi
  • Decido adesso, a partire da dove sono
  • Il bene oggettivo concretamente possibile
    realismo, oltre i modelli.

61
1.1 Il tempo del nostro vivere
  • ...Non cè tempo o io non trovo tempo per
    pregare?...
  • Una questione che mi chiama in causa
  • Molteplicità e velocità delle esperienze.
  • Ritmo e stile di vita/ Necessità e urgenze.
  • Dare il tempo è dare la vita.
  • Linteriorità ha bisogno di radice. Non basta il
    sentire.
  • Ordinare fine e mezzi
  • Ordinare continuità del soggetto, non solo atti.
  • Tempi e modi adeguati verifica personale
  • Funzione dei modelli indicativi

62
1.2 Criteri di valutazione e decisione
  • Unità personale non indotta, ma da ordinare
  • i criteri che guidano la nostra vita
  • - Unità tra contenuto di valore e modo della
    comunicazione, nel rimando al termine di
    riferimento di ogni valore la relazione libera e
    responsabile con laltro/Altro.
  • - Unità dei criteri di valutazione e decisione.
  • atteggiamenti e logiche
  • - Unità di povertà, castità, gratuità, fedeltà..
  • - Amore di prossimità Dio e laltro uomo
  • - Testimonianza di fede attraverso/nellumano

63
1.3 Il corpo del passato e lo spontaneo
ambiguo
  • Dispersione e frammentazione
  • - condotti dalle cose, circostanze, attese
    altrui...
  • - eteronomia e prevalere della fattualità
  • Ordinare la vita nel Signore crescita
    personale, fede come realtà unificante
  • - trascendenza è tendenziale assunzione,
    interpretazione, integrazione del fattuale
  • - con il Signore, nel discernimento circa se
    stessi, il senso e le possibilità da attuare
  • - nei gesti concreti diventiamo ciò che siamo

64
2. Preghiera perunificare la vita
  • Sii un uomo di preghiera diventerai uomo di
    pace
  • 2.1 Preghiera e consapevolezza
  • - Implicito ed esplicito. Attingere
    allesperienza compresa di moralità e di fede.
    Non tralcio secco.
  • - Esplicitare per vivere in consapevole gratuità
  • - Cerchiamo il Signore o la consolazione?
  • - Una questione di verità da fare
  • - Lincontro presente con Cristo

65
2.2 Cura del discernimento nel Signore
  • Il colloquio e la meditazione
  • - per comprendere oggettivamente
  • - per valutare con libertà interiore
  • - per decidere il bene possibile
  • Accompagnamento spirituale
  • - Lo Spirito maestro interiore
  • - Sguardo esterno, carità della chiesa
  • __________________________________________________
    __________________________________________________
    _________________________________________
  • Efficacia diretta della preghiera
  • Efficacia indiretta della preghiera

66
2.3 La vita concreta nella preghiera
  • La vita, non solo se stessi.
  • Riconoscendo e affidando allAltro ciò che ci sta
    a cuore cf Contemplatio ad amorem.
  • Contraddizione, momento di vita.
  • La preghiera cambia me, non le cose.
  • ...fino a toccare, tendenzialmente,
    intelligenza, sensibilità, affettività..
    tutto

67
3. Moralità cristiana come conversione
  • Venne fra la sua gente, ma i suoi non lhanno
    accolto... A quanti lhanno accolto ha dato
    potere di diventare figli di Dio (Gv 1,11-12)
  • Lesperienza del dono di Dio suppone la volontà
    di accogliere il bene.
  • Non basta ascoltare il vangelo perché diventi
    vita. La comunione con Dio passa attraverso
  • lo stato della nostra coscienza
  • per noi sequela significa conversione.
  • Maturare in onestà rimanendo-imparando dal
    Signore (cf Pietro e Cornelio, Paolo).
  • Cambiare personalmente mente e cuore.
  • Liberati..rimproverati..inviati con il Signore.

68
3.1 Gesù, figlio di Dio nella carne
  • ...si fece carne, venne ad abitare in mezzo a
    noi
  • Con il Padre nel modo umanodi vivere
  • Preghiera e tentazioni
  • - La preghiera, luogo di tentazione?
  • - Logiche mondane mentalità condivise
  • Gesù, i discepoli, noi...
  • - Decidere nella fede
  • - in relazione con Gesù
  • - in conversione continua

69
3.2 Conoscere Dio e conversione
  • Gratitudine
  • Dal perdono nessuna condizione preclusa anche
    la percezione del peccato/male morale
  • il proprio peccato anche veniale laltro
    peccatore cosa voglio nel capire cosa fare?
  • Responsabilità e speranza
  • far vivere è ricerca oggettiva di comunione
  • Moralità, sequela, croce
  • de-cidere allinterno dei limiti
  • storia umana, peccato, rinuncia
  • gratuità della consegna

70
Veracità, veridicità, dialogo. Comunicazione
morale e compito di verità.
  • Perché questo tema nel nostro itinerario?
  • Rimando al Decalogo 1e 8comandamento.
  • Vita morale nella fede come conversione continua
    alla comunione
  • La comunione attraverso la parola.

71
Analogia del termine
  • 1. Verità scientifico-positiva
  • Vero è ciò che si prova, che è evidente, il dato
  • - Primato del phisicum
  • - Tentazione di naturalismo e positivismo
  • 2. Verità logico-ontologica categoria
    originaria, non solo formale/ speculativa-teorica
  • Verità e essere coincidono (io non sono creatore
    della verità)
  • Ens et verum convertuntur De Veritate, I,1
  • - Il vero e il falso non sono nelle cose, ma
    nella ragione Aristotele, Metafisica, VI, 4
  • - Il giudizio è misura della verità
  • - Tentazione di realismo ingenuo o di idealismo

72
Analogia del termine
  • 4. Verità storica
  • - Eventi e interpretazione
  • - Possibilità e limiti di un divenire da
    interpretare
  • 3. Verità del senso
  • - Vero è ciò che compie la vita
    (auto-consapevolezza e libertà)
  • - Comprendere lesistenza ordinandola a un fine
  • - Luomo è soggetto di verità riconosce ciò che
    vale, in una storia (trascendenza sulla
    fattualità)
  • 5. Verità di soggettivo e oggettivo fede
  • - Incontro con Dio in G.Xto
  • - mediato dalla Traditio vivente della chiesa
  • - la Verità e le verità

73
La tradizione filosofica greca (e occidentale)
  • connette verità con razionalità
  • - razionalità della realtà
  • - razionalità del conoscere
  • - razionalità riflessa (concetto di verità)
  • Adaequatio rei et intellectus Tommaso, De
    Veritate, I,2
  • nellepoca moderna (con istanze già antiche)
  • - verità diveniente, storica, non naturalistica
  • - verità di senso che si dispiega nelle strutture
    esistenziali dellesserci alla libertà (M.
    Heidegger)
  • - verità del soggetto (interiore)
  • - verità delloggetto (positivo, materiale)
  • - verità è ciò che serve (funzione)

74
Il linguaggio biblico
  • connette alla radice
  • emethamam essere fondato, fondamento
  • con relazione, fidatezza, fedeltà.
  • e auto-comunicazione di Dio
  • con risposta al dono di comunione (daat)
  • (grazia e risposta,amore di Dio e del prossimo)
  • Giustizia e verità si incontreranno sal
    85,11.
  • La teologia biblica vede luomo capace (per dono)
  • di riconoscere lintenzionalità di Dio
  • di assumerla orientandosi alla comunione
  • di verità nel cogliere loggettività del valore,
    dellaltro, di Dio (chiamata-volontà di Dio).

75
Verità, veridicità, comunicazione
  • Se verità è termine analogo
  • Analogatum princeps è Dio, La Verità e il
    fondamento di ogni vero.
  • Mediazione umana è la coscienza, fatta capace di
    riconoscere cosa è vero e farsene responsabile.
  • Compimento del vero è la comunione-amore.

76
La Verità in comunione con Gesù
  • In una storia in cui è efficace il peccato
  • la verità delluomo nella relazione con Dio
    diviene possibile in Gesù e in coloro che lo
    accolgono
  • - vero Dio e vero uomo, pieno di grazia e di
    verità (Gv 1)
  • - veramente questuomo era figlio di Dio (Mc
    15)
  • Lesperienza dei discepoli fatti capaci di
    essere amici
  • - Sono io la via, la verità, la vita... (Gv 14)
  • - Ciò che ho udito dal Padre lho fatto
    conoscere a voi (Gv 15)
  • Conoscerete la verità e...vi farà liberi (Gv 8)
  • Nella relazione con Gesù è possibile
  • - conoscere il Padre in spirito e verità.. (Gv
    4)
  • - camminare nella verità 2Gv 4 Gal 5, Gc 1
    ecc.

77
Verità morale
  • Verità di incontro con laltro implica
    consapevole e libera responsabilità
  • verso il tu nella mediazione dei beni
  • Verità è gratuità implica il compito di
    costruire reciprocità
  • Verità non è passivo adempimento della legge
    implica il compito di veracità attraverso il
    dialogo

78
Veracità, veridicità, dialogo.
  • VERACITA è virtù (habitus). Essa implica
  • sincerità
  • - non riserva di sé, velamento,
    autogiustificazione (razionalizzata)
  • ricerca di oggettività (bontà...correttezza)
  • - attraverso la continua conversione
  • VERIDICITA è verità del rapporto attraverso la
    parola vera
  • - comunicabilità del vero/valori
  • - non semplice informazione
  • - unità contenuto e modo della comunicazione

79
  • Errore - bugia menzogna
  • Per esserci menzogna è necessaria la volontà di
    inganno (Agostino, Contra Mendacium, 26)
  • ...basta la volontà di dire il falso (Tommaso,
    S.Th.II-II, q. 110, a.1)
  • lo stratagemma ambiguo della restrictio mentalis
  • il male della calunnia.

80
Diritto alla verità
  • Verità non è semplice manifestare quanto ho in
    testa
  • Diritto non è pretesa o invadenza sullaltro
  • Verità e segretonaturale, promesso, commesso,
    sacramentale.
  • Verità non è un semplice verbum, ma il frutto di
    un giudizio che corrisponde alloggettività
    reale dei valori e dei soggetti nelle
    circostanze interiori ed esteriori
  • che significa verità a un malato?
  • diritto allinformazione vera e controllo
    dellinformazione mediatica.
  • come comporre bene comune e diritto della persona
    in situazioni di oggettivo conflitto?

81
Verità come dia-lógos
  • Verità è rapporto di comunione parola-vita
  • Dialogo come virtù
  • ascolto previo alla parola/ascolto dellaltro
  • la parola procede dal dia-logo (tra)
  • laltro non è da convincere
  • il favore dellaltro/fiducia nella coscienza
  • verità nella carità compito e testimonianza
About PowerShow.com