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La Supply Chain: basics

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La Supply Chain: basics Tratto da: Lezioni di Supply Chain MASTER MIGA RICCI GAETANO Aprile 2008 Supply Chain Il nome SUPPLY CHAIN , CATENA DI ALIMENTAZIONE ... – PowerPoint PPT presentation

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Title: La Supply Chain: basics


1
La Supply Chain basics
  • Tratto da
  • Lezioni di Supply Chain
  • MASTER MIGA
  • RICCI GAETANO
  • Aprile 2008

2
Supply Chain
  • Il nome
  • SUPPLY CHAIN, CATENA DI ALIMENTAZIONE
  • contiene 2 concetti chiave
  • CATENA tanti anelli tra loro collegati
  • integrazione degli anelli nella catena
  • forza/debolezza
    dellanello più debole
  • ALIMENTAZIONE nutrire, alimentare
  • Fornitore a
    monte, Cliente a valle
  • Output di
    unattività che diventa Input della
    successiva
  • Più soggetti (imprese) si mettono in relazione
    per scambiarsi prodotti e/o servizi che sono da
    un lato output di un processo e dallaltro input
    per un processo a valle

3
Supply Chain
  • Lelemento di base di questa Catena, l ANELLO
    è costituito dalla
  • RELAZIONE tra FORNITORE e CLIENTE
  • in cui il Cliente manifesta un FABBISOGNO e il
    Fornitore soddisfa quel fabbisogno secondo
    prezzi, modalità e tempi concordati.
  • Nel rapporto Fornitore-Cliente la S.C. del
    Fornitore ha il compito di garantire il LIVELLO
    DI SERVIZIO promesso nellaccordo di fornitura.
  • Due sono i parametri di base che qualificano il
    servizio al cliente
  • TEMPO DI CONSEGNA
  • GRADO DI EVADIBILITA
  • La SC è garante dell AFFIDABILITA e
    TEMPESTIVITA della Fornitura

4
Supply Chain
  • Per comprendere appieno Ruolo e Contenuti della
    Supply Chain dobbiamo aggiungere un terzo
    concetto chiave
  • COSTO TOTALE SOSTENIBILE
  • da ottimizzare tenendo conto di
  • CATENA DEL VALORE dell impresa (sua struttura)
  • SISTEMA DEL VALORE del comparto industriale
    (collocazione e integrazione della Catena del
    Valore nel Sistema del Valore)
  • STRATEGIA COMPETITIVA aderenza del servizio e
    sostenibilità del costo ai fini del vantaggio
    competitivo

5
Supply Chain
  • Non esiste un GIUSTO LIVELLO DI SERVIZIO valido
    per tutti
  • Le ESIGENZE DI SERVIZIO variano in funzione della
    tipologia di prodotto, del canale distributivo,
    del comportamento della concorrenza, delle
    esigenze del singolo cliente.
  • Il Cliente dà un VALORE AL SERVIZIO in quanto
    tempi ed affidabilità della fornitura possono
    condizionare in maniera rilevante il suo livello
    di performance. In un numero crescente di casi il
    tempo di fornitura è addirittura prerequisito per
    la stessa fornitura
  • In questo senso la SC può fornire un VANTAGGIO
    COMPETITIVO o escludere lazienda da interi
    segmenti di mercato.

6
Supply Chain
  • Il concetto è che il bene/servizio di un
    Fornitore entra a fare parte della CATENA DEL
    VALORE del Cliente
  • Al tempo stesso MODELLI ORGANIZZATIVI e COSTI (di
    trasformazione e di distribuzione) variano in
    funzione del livello di servizio che si intende
    fornire.
  • Il livello di servizio che si intende fornire fa
    cioè parte integrante della STRATEGIA COMPETITIVA
    ed occorre valutare con attenzione se gli
    extracosti nella catena del valore del Fornitore
    sono riconosciuti nella catena del valore del
    Cliente (SISTEMA DEL VALORE)

7
QUALITA DELLA SC DI UN IMPRESA
  • Mancando dei riferimenti assoluti, la
    comprensione della Qualità della SC di unimpresa
    ha come presupposto una chiara comprensione dei
    Fattori Chiave di Successo di quel Business .
  • Unazienda è competitiva quando è in grado di
    fornire ai propri Clienti un prodotto/servizio
    conforme ai loro scopi (e quindi giudicati da
    questi di Qualità) a prezzi concorrenziali (e
    quindi con livelli di efficienza superiori alla
    concorrenza), assicurando continuità e capacità
    di adattamento (dinamicità, miglioramento
    continuo)
  • Le richieste/aspettative dei Clienti
    rappresentano il punto di partenza da cui muovere
    ogni valutazione.
  • Compresi con chiarezza I fattori chiave di
    successo, andrà valutato il posizionamento
    attuale rispetto alla concorrenza ed andranno
    individuati percorsi e soluzioni che conducano
    alleccellenza verso gli elementi realmente
    importanti di quello specifico Business.

8
EFFICIENZA, EFFICACIA, ADATTABILITA DELLA SC
  • Per valutare lefficienza e l efficacia della
    Supply Chain di un Azienda occorre
  • misurare la rispondenza dei servizi forniti con
    le aspettative/richieste dei Clienti e con la
    strategia competitiva dellAzienda (conformità
    allo scopo del Cliente e strategia dellAzienda),
  • misurare la produttività delle singole attività
    della SC, per verificare se la quantità delle
    risorse immesse è remunerata dagli Outputs
    prodotti.
  • Lanalisi delle risorse assorbite nella catena
    del valore fornisce la base economica per un
    benchmark con aziende analoghe del settore
  • La parcellizzazione della SC nelle singole
    attività è però difficilmente collegabile alla
    qualità degli Outputs prodotti
  • Per valutare lefficacia occorre ricomporre le
    attività nei processi e valutare se la qualità
    del servizio fornito è conforme con le esigenze
    del mercato ed è economicamente sostenibile.

9
EFFICIENZA DELLA SC
catena del
valore
  • La misurazione dellefficienza, fondamentale ai
    fini del controllo economico, dà risposte
    relative nel senso che un processo è da giudicare
    efficiente quando è competitivo
  • Il suo valore è quindi relativo a quanto riescono
    a fare gli altri
  • I costi sostenuti sono collocabili nell ambito
    della catena del valore dell impresa e vanno
    confrontati con quelli della catena del valore
    della concorrenza con cui si è deciso di
    competere.
  • Le scelte fatte nel passato hanno cioè condotto
    lAzienda ad avere un certo posizionamento sul
    mercato ed una determinata catena del valore,
    cioè una determinata struttura dei costi e dei
    ricavi.
  • Per ogni azienda può essere definita e misurata
    la propria catena del valore.

10
Per ogni tipo di impresa si può definire una
Catena del ValoreLA CATENA DEL VALORE DEL
PRODUTTORE
ATTIVITA INFRASTRUTTURALI Finanziamenti Analisi strategica Rapporti istituzionali Reporting Definizione attività di business
GESTIONERISORSEUMANE Reclutamento Addestramento Logis Relazioni sindacali Reclutamento Formazione Relazioni sindacali Reclutamento Formazione Relazioni sindacali Formazione mktg Formazione FdV Addestramento al servizio
SVILUPPOTECNOLOGIA Sistemi Informativi di Gestione scorte/riordino RD Prodotti RD materiali Sistemi Informativi di Gestione Ordini Customer Orientation Trade MKTG Customer Satisfaction
APPROVVIGIONAMENTI Capitolati di fornitura Gestione ordini Fornit Selezione Mat/Forn Negoziazone Relazioni con fornit. Omolog./Collaudo Rapporti con op.log. Pallet e mat cons Negoziazione con cl Modalità fornitura Ricerche di mercato Supporto vendite Ricerche Atteggiamenti consumatori
ATTIVITA PRIMARIE Ricevimento Merci Gestione materiali Controllo scorte Programmazione arrivi Resi a fornitori Fabbricazione prodotto Imballaggio/confezto Manutenzione impianti Controllo Qualità Industrial Enginneering Stoccaggio PF Gestione materiali spedizione Programmazione consegne Elaborazione ordini Contatti con i vettori Pubblicità Promozione Gestione FdV Offerte promozionali Referenziamenti Gestione listini Relazione con distribuzione Acquisizione ordini Merchandising Assistenza alla Vendita Customer Service Gestione dei reclami
M A R G I N EM A R G I N E
Servizio
Logistica in uscita
Attività operative
Logistica in entrata
MKTG/Vendite
11
EFFICIENZA DELLA SC
sistema
del valore
  • Il prodotto/ servizio fornito entra a far parte
    della catena del valore del cliente.
  • Una corretta integrazione della SC del fornitore
    con la SC del Cliente migliora il risultato
    complessivo (Sistema del Valore) e cementa la
    relazione FornitoregtCliente.
  • Da alcuni anni alcune Aziende Leader si stanno
    cimentando nel trovare modi più efficienti per
    ottimizzare il collegamento e linterazione con
    Fornitori e Clienti oltre che interna
  • Iniziative come VMI (vendor managed inventory),
    CSP (Core Supply Programs), ECR (efficient
    Consumer Response), CRP (Continuos Replenishment
    Programs), etc sono alcuni esempi di questo.
  • Il principio è di vedere lintera filiera come se
    appartenesse ad un unico proprietario e di
    eliminare tutte le sacche di inefficienza ai fini
    dellottimizzazione del costo totale.
  • Ciò implica relazioni di collaborazione con gli
    altri soggetti della filiera, capacità di dialogo
    (linguaggio e strumenti), trasparenza delle
    informazioni rilevanti
  • Accelerazioni in questa direzione si avranno nel
    momento in cui si renderà evidente che la
    competizione non è più fra aziende, ma fra filiere

12
figura 3
IL MODELLO DEI COSTI TOTALI
I costi della catena del valore
produttore/distribuzione possono essere visti
come la somma di piu' componenti
Approvvigionamenti

Logistica in entrata
Attività operative
Attività operative
- Oneri su spazi e scorte
- Acquisizione ordini
- Allestimento
- Emissione ordini

- Consegna
- Gestione ammini- strativa
- Gestione ammini- strativa
COSTI DI POSSESSO
COSTI DI ACQUISIZIONE
15
GR/vg28.08.95 keyacc.ppt/D3
13
figura 2
La somma dei costi evidenzia un costo minimo per
il sistema del valore produttore/distributore
Costo
Costi totali
Costo minimo
Lotto Economico
quantità d'ordine

tempo di copertura
alta
bassa
frequenza d'ordine
14
GRvg15.09.95 keyacc.ppt-d8
14
EFFICACIA DELLA SC
  • La catena del valore evidenzia le attività svolte
    ed il loro costo
  • Tale vista, se pur utile ai fini della
    valutazione dellefficienza delle singole
    attività, non è esaustiva, ai fini della
    valutazione della performance della SC, in quanto
    non è collegata alla efficacia, cioè alla
    rispondenza degli outputs prodotti alle
    specifiche richieste dal settore e dalla
    strategia aziendale (qualitàconformità allo
    scopo)
  • Una valutazione che integri i due aspetti può
    essere ottenuta aggregando le diverse attività
    nei processi e misurando quindi qualità e
    quantità degli outputs prodotti e quantità di
    risorse immesse nel processo
  • Ogni processo ha dei propri indicatori di
    performance i KPIs (Key Performance Indicators)

15
I Processi della Supply Chain
  • Dal punto di vista Funzionale la Supply Chain ha
    4 aree di competenza
  • Acquisti
  • Customer Service
  • Planning
  • Distribuzione Fisica
  • Dal punto di vista dei Processi Aziendali la
    Supply Chain ha lownership o ruolo primario nei
    processi
  • Planning to Produce (DSP)
  • Intermarket Supply to Execution (DSP)
  • Order to Cash (CS)
  • Claims, Returns, Refusal (CS)
  • Customer Life Cycle (CS)
  • Procure to Pay (ACQ)
  • Vendor Life Cycle (ACQ)
  • Material Handling (MH)

16
KEY PERFORMANCE INDICATORS DELLA SC Il diagramma
che segue mostra i KPIs della SC, allineati
secondo i tre assi principali AFFIDABILITA,
VELOCITA, COSTI
Supplier Service
Master Schedule Attainment
Demand Plan Accuracy
Customer Service
Intermarket Supply
Affidabilità
Velocità
Stock Cover MP MC SEMIL
Stock Cover Prod.Fin.
Costo errori e perdite
Costi di distribuzione
Costi di produzione
Costo Mp Mc
Costi
17
ADATTABILITA DELLA SC
  • La velocità del cambiamento e le crescenti
    esigenze di servizio ai prodotti e ai clienti
    impongono una SC altamente adattabile.
  • Non solo non deve far vincolo al cambiamento, ma
    da reattiva deve divenire sempre più proattiva
  • La maturità della SC di unazienda va vista in
    termini di facilità di modificare i propri
    outputs in relazione alle nuove esigenze
    (reattività) e, dati i tempi lunghi di
    implementazione del cambiamento, come capacità di
    anticipare il cambiamento (proattività)
  • La reazione è garantita da meccanismi di
    controllo basati sullerrore ( feedback ). Si
    analizzano cioè le discordanze tra i valori
    attesi e landamento effettivo e si corregge in
    base a tale differenza
  • Sistemi informatici integrati, integrazione fra
    le Funzioni Aziendali e scelte tecnologiche
    adeguate sono i prerequisiti per risultati
    economici e di qualità.

18
Necessità di una forte Integrazione di tutta la
catena di alimentazioneCapacità di
riconfigurare lazienda in maniera veloce in
relazione alle nuove esigenze di prodotto e di
canale
Distributori
Fornitori
Consumatori
Fornitori dei fornitori
Produttori
Dettaglianti
flusso fisico
flusso monetario
flusso informativo
19
ADATTABILITA DELLA SC
  • Se modalità di progettazione, organizzazione
    interna, sistema produttivo, determinano la
    capacità di reagire di unazienda, la proattività
    può essere ottenuta solo attraverso un legame
    forte con i clienti e con i fornitori strategici.
  • Le relazioni che contano sono sempre più fra
    pochi a pochi. Concentrazione dei Clienti,
    concentrazione dei Fornitori
  • In tale contesto il ruolo finora svolto dalla
    Scorta di Sicurezza e da qualche punto
    percentuale di spazi produttivi in più o in
    meno(flessibilità) divengono assolutamente
    inefficaci.
  • Si pensi a una grande catena o a un grande
    cliente che pesa più del 10 del fatturato che
    cambi fornitore, o che cambi idea circa una
    promozione. O a un Fornitore orientale che offra
    componenti di qualità adeguata a prezzi inferiori
    del 40/50.
  • Con i maggiori Fornitori e con i maggiori Clienti
    occorre stabilire un legame forte.
  • Ciò non significa ingessare le Aziende, ma
    significa costruire relazioni che consentano di
    anticipare le informazioni sulle perturbazioni
    che stanno per arrivare, in modo che ci si possa
    preparare al loro arrivo mettendo in atto difese
    adeguate
  • In questa direzione è da interpretare la più
    recente innovazione in ambito SC

20
Schema interpretativo dei processi di innovazione
della Supply Chain
Evoluzione del comportamento dei
clienti/consumatori
Fattori di contesto esterno
  • Richiesta di prodotti/servizi personalizzati
  • Richiesta di prodotti più complessi
  • Comportamenti omogenei (ad esempio su base
    generazionale)
  • Acquisto anche via Internet
  • Globalizzazione dei mercati di fornitura e di
    sbocco
  • Sviluppo e diffusione ICT riduzione costi,
    aumento disponibilità
  • Innovazione dei modelli di business e-Commerce,
    e-Business, e-Banking
  • Riassetto settore Logistic Provider
  • Riorganizzazione settori distributivi
  • Nuove normative sul commercio

Innovazione della Supply Chain
  • Nuovi modelli
  • Innovazione/diffusione di tecniche e strumenti
  • Nuovo ruolo
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